Sara Ciampi

Sara Ciampi è nata il 24 gennaio 1976 a Genova, città dove risiede e opera in qualità di scrittrice tradizionalista e di critica letteraria. Sin dall'età di nove anni ha rivelato una forte attitudine alla Letteratura, iniziando la sua fervida attività letteraria da giovanissima, spinta anche da serie malattie e gravi problemi di salute, tra cui la tubercolosi polmonare, la cifoscoliosi e patologie agli occhi. Dopo la Maturità Linguistica le sono state assegnate due Lauree H.C., una in Lettere e l'altra in Filosofia, ed è stata inserita nell'Ordree Docteurs CEE di Bruxelles. È presente in Antologie con liriche tradotte in più lingue, in Dizionari italiani e stranieri e in Enciclopedie, tra cui UTET e TRECCANI. Ha al suo attivo 18 pubblicazioni di poesia, narrativa e saggistica, tutte incluse nel Centro Mondiale della Poesia e della Cultura a Recanati. Ha vinto oltre 400 premi nazionali e internazionali. Da molti critici affermati è considerata il Leopardi del Terzo Millennio. È stata più volte candidata al Premio Nobel per la Letteratura.
Un particolare sodalizio letterario è nato tra Sara e Francesco Bartoli.


Per i navigatori di Carta e Penna ha scelto:

ANTICA TORRE

Un'antica e storica torre
ieri si ergeva alta e superba
nel centro del paese,
arroccato su una verde collina.

Com'era ammirata da tutti
quella ventusta torre
dalla suggestiva bellezza
e dall'austera maestosità!

Però un nefasto giorno
un devastante terremoto
frece crollare impietosamente
quell'autentico simbolo
di possenza dei secoli passati.

Quanto tristemente somigliavano
quelle misere macerie polverose
alle povere e desolate rovine
della torre della nostra anima,
costituita da ameni sogni,
vaghe illusioni e care speranze,
che viene sgretolata e distrutta
senza nessuna clemenza
dagli irrefrenabili cataclismi
dell'avverso e crudele fato!


MIGRANTI

Tra le alte onde bianche e spumeggianti
dell'italico Mar Mediterraneo
alla luce del sole
o nelle tenebre della notte
giungono stremati migranti
dei più vari Paesi,
razze e nazionalità
scampati a un'atroce morte
sui loro barconi straripanti
di sogni del domani.

Quant'è triste vedere
quelle amare carrette
in fuga dalla disperazione
colme di esseri umani
pieni di speranze per un futuro migliore,
di illusori e vaghi miraggi d'una nuova vita,
spesso destinati a svanire
di fronte alla più cruda realtà!

Però quelle meste immagini
di donne e bambini d'ognie età
coi volti rigati dalle lacrime,
capaci di suscitare
forti sentimenti di pietà,
non devono farci dimenticare
la presenza su quelle imbarcazioni
di molti uomini pericolosi,
pura ed eslusiva fonte di mali
delinquenza e terrorismo,
autetica e letale mina
per l'intera umanità.


ALLUVIONI

Violente alluvioni
s'abbattono inclementi,
devastando molte Regioni
del fragile territorio italico.

Strade trasformate in fiumi di fango
inghottono impietosamente
con la loro irrefrenabile furia
tutto ciò che incontrano
nel loro inarrestabile cammino.

Apocalittiche scene
di morte e distruzione
accomunano paesi e città,
tra le urla di disperazione
di creature impotenti
di fronte a tali calamità.

Solo la forza della solidarietà,
in situazioni così critiche ed estreme,
è capace d'unire l'umanità
contro la spaventosa veemenza
d'una mutata e crudele Natura,
in grado di minare l'esistenza
dell'intera collettività.


L'ITALICO TRICOLORE

O caro vessillo tricolore,
quale grande emozione
regali sempre ai cuori
di noi ferventi patrioti!

Nello splendente verde che ricorda
le nostre rigogliose pianure,
vive la forte speranza
di superare ogni avversità.

Nel candido bianco che rammenta
le vette innevate dei monti,
si celano inostri più alti valori
e ideali di purezza e libertà.

Nell'infuocato rosso che rievoca
la lava eruttata dai vulcani,
emerge l'immenso coraggio
di noi ardimentosi italiani,
pronti a lottare impavidi
e a versare sangue per la salvezza
della nostra amata Patria.

Sventola fieramente,
adorato tricolore,
purtroppo da infami offese e deriso,
celeberrimo emblema
dell'agognata e conquistata unità,
che in missioni di pace
e in azioni di guerra
rappresenterai nei secoli
la nostra gloriosa Nazione!


CUORE MIO

Nell'irto cammino dell'esistenza,
tra gli scoscesi sentieri della vita,
quanto hai amato, gioito e sofferto,
o povero e fragile cuore mio!

Quali immensi dolori hai patito
per l'atroce perdita
di cari affetti familiari,
e come hai penato
per i tormenti di amori
disillusi dalla cruda realtà
o stroncati da una prematura morte!

Cuore mio, provato da strazi e afflizioni,
ma capace ancora
di nutrire dolci sentimenti,
come quelli per il mio adorato Francesco
con me così tenero e premuroso,
quanto ricordi uno scoglio in mezzo al mare
che risiste all'inclemente furia
travolgente delle implacabili
e spietate onde del destino!

Però, mio sventurato cuore,
com'è triste e amaro pensare
che hai perso per sempre
ogni soffio vitale di fanciullezza
e ormai sei desolatamente solcato
da profonde e perenni rughe,
indelebili segni
d'un animo troppo presto invecchiato!


LA MAGNOLIA

Odoroso e incantevole fiore
dal biancore splendido,
quale inconfondibile profumo
sei capace d'emanare
quando sei al massimo del tuo fulgore!

Però, belissima magnolia
dalla deliziosa fragranza,
purtroppo presto anche tu
comincerai tristemente ad avvizzire
come ogni altro fiore
e nei meandri della memoria
di te resterà solamente
un piacevole e sublime ricordo!

O povera magnolia,
quanto rammenta la tua naturale
e inesorabile fine
la sorte di tutti gli uomini,
condannati inevitabilmente
dal destino ad appassire e a morire
per l'unico motivo d'esser nati!


IL CARDELLINO

Dopo una tempestosa notte estiva
casualmente ti trovai,
e piccolo, indifeso
e implume cardellino,
caduto disgraziatamente
dal tuo caldo nido!
Come riuscisti ad allietare
col tuo melodioso e perpetuo canto
gli anni della mia giovinezza,
costellata da intensi studi,
gravissime malattie
e incredibili trionfi letterari!
Poi, un triste mattino di giugno
peristi per vecchiaia,
tu, colorato cardellino,
che lasciasti un grande vuoto
nella mia travagliata esistenza!
O gaudioso uccellino,
come fosti fortunato
tu, che così serenamente
spiccasti l'ultimo tuo volo
verso l'universo infinito
senza chiederti nulla!
Ma noi, esseri dall'umana coscienza,
come siamo perseguitati
dal drammatico e lacerante pensiero
di quel perenne e straziante dilemma,
che lega misteriosamente
la nostra vulnerabile vita
alla raccapricciante morte,
che ghermisce ogni creatura
nel suo gelido e oscuro baratro!


IL CASTELLO DI CARTE

Una domenica pomeriggio
d'un caldo giorno estivo,
due fanciulli stanchi e annoiati
decisero di sfidarsi
in un originale gioco:
innalzare un castello di carte,
cercando di non abbatterlo mai.
Come si divertivano
e allo stesso tempo si concentravano
quei bambini desiderosi
d'elevare sempre più in alto
la loro instabile costruzione!
Ma all'improvviso una violenta
e repentina folata di vento
fece crollare impietosamente
quel delicato castello di carte,
suscitando delusione e avvilimento
nel cuore di quei poveri pargoli,
che non erano riusciti a terminare
la loro ambiziosa composizione.
Quanto ricordavano
quelle desolate carte
volate via e cadute in terra,
i sogni spesso svaniti
e le illusioni demolite
dalla burrascosa e irrefrenabile
tempesta del fato,
che purtroppo annienta ogni
nostra attesa e sospirata aspirazione,
distrutta ancor prima
della sua realizzazione!


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