Maria Francesca Cherubini è nata a Foligno (PG) e ormai da anni vive a Perugia, città etrusca e capoluogo umbro. Ha seguìto studi in Lettere ed è laureanda in Filosofia. Scrive fin dall'adolescenza, ma solo da poco più di 5 anni partecipa a Concorsi Letterari Nazionali ed Internazionali, vincendo più di 130 Premi, tra i quali spiccano 30 prestigiosi Primi Premi.
In Ottobre 2003 è stata insignita “Honoris causa” del titolo onorifico di “Accademica” dalla “Accademia Ferdinandea di Scienze, Lettere e Arti” di Catania presieduta dal N.H. Commendatore, Pensatore, Scrittore, Poeta Francesco Romeo Guzzetta.
In Marzo 2004 le è stato conferito “Honoris Causa” il titolo onorifico di “Accademica” dalla “Accademia Universale Federico II di Svevia” di Corato (Bari). "Scrive Poesie ma soprattutto Teatro e le sue commedie risultano premiate in tutta Italia" da “Presenza”, periodico indipendente del Mezzogiorno, anno XXXI Marzo 2002, pag. 25.
"Linguaggio ricchissimo, pieno di sfaccettature e di riflessi “antichi”. Profondità di sentimenti e ottima capacità di comunicarli al lettore": giudizio espresso dalla Giuria e dal Presidente Poeta Vittorio Vettori alla Premiazione del XXI Premio – Firenze – Europa – Fiorino d'Oro.
È collaboratrice fissa della Rivista Letteraria di Torino “Il Salotto degli Autori” per la quale elabora articoli sulla gènesi del Teatro e suo successivo Iter.
Ha pubblicato oltre al presente libro, il Testo Teatrale “Elogio della Menzogna e del Dubbio” (Commedia in 3 Atti) e il Libro di Poesie “Nel sole e nel vento” con la casa Editrice Montedit di Milano e gratis il Saggio filosofico “Apollineo e Dionisiaco” nella suggestiva interpretazione di Friedrich Wilhelm Nietsche” con la Edizioni Universum di Trento, essendo risultata “Vincitrice Assoluta” del “Gran Premio d'Autore” nell'Edizione di marzo 2003.
In Dicembre 2004 ha ricevuto il titolo di “Socio effettivo” della “Accademia di Lettere e Arti “Armonia delle Muse” di Pontremoli (MS).
L'Autrice in Novembre 2006 è stata interviststa da RAI 3 sulla sua produzione teatrale, poetica e saggistica; l'intervista è andata in onda sulla stessa rete una settimana dopo, il 25 Novembre 2006 con il titolo “La poetessa incoronata”.
L'Autrice ha anche ricevuto l'invito da “Convegni di Cultura Maria Cristina di Savoia”, che opera su territorio nazionale, a presentare i suoi libri editi e inediti, nel Convegno di Foligno organizzato appositamente per lei, il 24 Maggio 2007.
I libri della Cherubini, molto elogiati, sono stati presentati in tale occasione ai cittadini di Foligno dalla assai nota critica letteraria Professoressa Maria Teresa Pasquini di Terni. Il convegno di Foligno è risultato un grande successo di critica e di pubblico.
Maria Francesca Cherubini ha vinto il prestigiosissimo “Premio Speciale della Presidenza” nel Concorso Letterario Internazionale di Pomigliano d'Arco 2006 (Napoli) fondato e presieduto dalla celebre poetessa Tina Piccolo. Il suddetto premio le è stato concesso quale importante riconoscimento della sua produzione letteraria: Teatro, Poesie, Saggi.
Nello stesso Concorso di Pomigliano d'Arco (NA) l'Autrice è stata inserita nel “Comitato d'onore” che fa capo all'alta figura istituzionale dell'Ex Presidente della Repubblica Italiana e ora Senatore a vita, Carlo Azeglio Ciampi.
Maria Francesca Cherubini per omaggiare la poetessa Tina Piccolo ha elaborato una Recensione in chiave filosofica sulla attività poetica della grande “Tina”. La Recensione ha riscosso enorme successo tanto che è stata pubblicata da molte Riviste Letterarie.
In Ottobre 2007 l'Autrice ha ricevuto un invito “ad personam” al fine di ritirare, il 24 Novembre 2007, il prestigioso “Premio alla Carriera: i protagonisti dell'Arte e della Scienza” che le è stato assegnato nel mese di Settembre 2007. Il Premio è stato ideato e realizzato dalla stessa Tina Piccolo. La cerimonia di Premiazione si terrà in Pomigliano d'Arco (Napoli) e ad essa seguirà pranzo conviviale. La manifestazione, realizzata con la collaborazione di tante associazioni culturali e numerose testate giornalistiche, nonché con l'alta adesione della Presidenza della Repubblica, si terrà al cospetto di personalità della cultura, della politica e dello spettacolo. L'Autrice è presente con le sue opere, in più di 30 prestigiose Antologie ed hanno parlato di lei moltissime Riviste Letterarie, tra le quali: la Rivista “Ferdinandea” edita dalla “Accademia Ferdinandea” di Catania, diretta dal N.H. Cav. Pensatore, Poeta Scrittore Francesco Romeo Gazzetta; da “Presenza” di Striano (Napoli) fondata e diretta dal noto critico letterario Luigi Pumpo; da “La Nuova Tribuna Letteraria” di Padova, fondata dallo scrittore Giacomo Luzzagni; da “Il Salotto degli Autori” di Torino diretta dalla Giornalista, Scrittrice Donatella Garitta; da “Verso il Futuro” di Avellino, diretta dallo Scrittore, poeta Nunzio Menna; da “Il Club degli Autori” di Milano, diretta dalla nota famiglia di scrittori e editori Montefameglio, da “Brontolo” di Salerno diretta dallo scrittore Nello Tortora ecc.
Nella Rivista Letteraria “Presenza”, Periodico Indipendente del Mezzogiorno, anno XXXVI, Marzo 2007, pag.9, il famoso critico letterario Luigi Pumpo scrive dell'Autrice: “A Perugia vive ed opera Maria Francesca Cherubini della quale insigni critici hanno parlato in modo elogiativo, sia per l'originalità degli scritti che per l'autenticità della parola. Pluriaccademica, collabora con Riviste Letterarie inviando Saggi filosofici e Letterari e testi poetici. Insignita di assai prestigiosi titoli accademici, ha seguito studi in Lettere ed è laureanda in Filosofia. Ha pubblicato Commedie, libri di Poesie, Saggi filosofici e Letterari ed in via di pubblicazione ha un nuovo Dramma Teatrale dal titolo “Il Valentino Nero”


PREMI VINTI DA MARIA FRANCESCA CHERUBINI ANNO 2006 - 2007

Maria Francesca Cherubini di Perugia ha vinto il prestigiosissimo "Premio Speciale della Presidenza " nel “Concorso Letterario Internazionale di Pomigliano d'Arco 2006 (NA)” fondato e presieduto dalla celebre poetessa TINA PICCOLO.
Il suddetto premio le viene concesso quale prestigioso riconoscimento della sua intera produzione letteraria: Teatro, Poesie, Saggi. Nello stesso Concorso di Pomigliano d'Arco (NA), è stata inserita nel "Comitato d'onore " che fa capo all'alta figura istituzionale dell'Ex Presidente della Repubblica Italiana, e ora Senatore a vita, Carlo Azeglio Ciampi.
La premiazione è avvenuta a Pomigliano d'Arco (Na) il 25 Novembre 2006
· Il 23 Gennaio 2006 ha ricevuto il Titolo onorifico di “Autore dell'anno 2005” dalla Commissione di Lettura Internazionale della Casa Editrice Edizioni Universum di Trento per "l'importante contributo umanistico e letterario dell'Opera “Le voci del Silenzio” (Libro Edito di Poesie, stilato insieme al notissimo Poeta Internazionale Giovanni Campisi, Presidente delle Edizioni Universum di Trento).
· Il 26 Marzo 2006 ha vinto ancora nel Concorso Internazionale di Poesia e Narrativa “Città di Salò 2006” il 1° Premio, consistente in un Trofeo-Artistico e Diploma di Merito, con l'Opera Teatrale “Elogio della Menzogna e del Dubbio”.
Nella Giuria erano presenti tra gli altri: il Presidente Gian Carlo Molignoni di Rabbi (TN), il Prof. Giorgio Barberi Squarotti (famoso Critico Letterario e poeta), l'On. Dr. Enrico Ferri di Pontremoli (MS) e la Prof.ssa Rita Gambini (noto Critico Letterario) di La Spezia.
Nella Cerimonia di Premiazione erano presenti i rappresentanti degli enti patrocinatori (Presidenza della Repubblica, Regione Lombardia, Regione Trentino, Provincia di Brescia, Provincia di Trento, Comune di Salò, Camera di Commercio di Brescia).
Vi è stato anche l'intervento dell'Ambasciatore della Repubblica Slovena in Italia: Prof. Andrej Capuder e della Prof.ssa Tatjana Rojc.
· Il 12 febbraio 2006 ha ricevuto notizia di aver vinto il “Premio Speciale della Giuria” (1° Premio) nel Premio Nazionale di Poesia e Narrativa “Il Golfo 2006” di La Spezia per il Testo Teatrale Edito “Elogio della Menzogna e del Dubbio”
· Il 10 gennaio 2007 ha vinto il 2° Premio nel Concorso Letterario Internazionale “Spazio Donna 2006” di Napoli, il cui Presidente e fondatore è il noto critico letterario Prof. Luigi Pumpo. La Poesia premiata è la “Ballata della lampada spenta” tratta dal testo teatrale inedito “Il Clandestino: un Dramma contro il Razzismo”
· Nel Concorso di Poesia e Narrativa “ASCAR 2006” di Genova si è aggiudicata il IV° Premio con la Poesia in lingua italiana “Al nostro antico sorriso”.
· Nel Concorso Nazionale Letterario e Artistico “Città di Avellino – Trofeo verso il Futuro 2006” le è stato assegnato il IV° Premio su 312 lavori pervenuti per la Poesia “Preghiera di un Ateo”
· Ha vinto il “Premio speciale Poesia” (1° Premio) del Concorso “Battistina Rambelli A.S.C.A.R. – Genova 2006” con la Poesia “Ballata della lampada spenta” tratta dal Testo Teatrale Inedito “Il Clandestino – Un dramma contro il Razzismo” e premiato con “Quadro d'autore”.
· L'8 settembre 2006 le è stato conferito il Diploma di “Autore dell'anno 2006” con la seguente lettera: "Con sempre più riverita stima per la Sua lodevole ed incessante attività letteraria, la nostra “Commissione di lettura Internazionale” delle Edizioni Universum di Trento, rappresentata dai prestigiosi membri Kazuyosi Ikeda (poeta-scienziato giapponese), Yoy Rainey King (poeta e scrittore statunitense), Anne-Marie Legan (poetessa statunitense), Leo Rebello (poeta e capo dello Shadow Government indiano ), Laura Liberati (poetessa e docente di materie letterarie) e dal Prof. Giovanni Campisi (Poeta, Scrittore, Traduttore) e Presidente delle Edizioni Universum di Trento,le ha conferito tale prestigioso riconoscimento.
Per ricordare questo straordinario avvenimento abbiamo scelto sue opere poetiche e le abbiamo inserite nella prestigiosa Antologia “Globus” ".
· 3° Premio, Medaglia d'argento e Diploma di merito, aggiudicato nel Concorso Letterario Internazionale “Michelangelo 2006” di Alessandria con il nuovo Saggio Letterario “Teatro greco antico-Tragedia e Commedia. I tre grandi tragici greci: Eschilo, Sofocle, Euripide”.
· Finalista nel Concorso Letterario Internazionale “Primavera 2006” di Alessandria con le Poesie “Preghiera di un Ateo” e “Fuggi più lontano che puoi”
· In ottobre 2006 si è aggiudicata il 3° Premio, sulle 1300 opere giunte, nel XX Concorso Letterario Internazionale “Giovanni Gronchi 2006” indetto dal Circolo Culturale Identità di Pontedera (Pisa) con il Libro di Poesie “Nel sole e nel vento”.
· In Ottobre 2006 le è stato assegnato il “Diploma di Merito con Medaglia” nel Concorso Letterario Internazionale “L'Attualità-Bartalucci” indetto dal “Movimento Gaetano Salvemini” ora diretto dal nipote del grande politico e storico, l'Onorevole Scrittore, Prof. Univ. Cosmo Giacomo Sallustio Salvemini per il Libro di Poesie “Nel Sole e Nel Vento”.
· Ha vinto il 1° Premio nel Concorso Letterario Internazionale “Kalendimaggio 2006” indetto dalla Prestigiosa Associazione “Borgo degli Artisti” di Milano fondata da Enzo Sapi, con una Silloge inedita composta da 10 nuove poesie.
· Finalista nel “Concorso Il Club degli Autori 2006” con la poesia “Al nostro antico sorriso”
· Ha vinto il IV Premio nel "Concorso: Ischia, L'Isola dei Sogni " di Napoli (Oscar della Cultura Italiana) con il Libro Edito di poesie “Nel Sole e nel Vento”
· Ha vinto, su i 248 lavori pervenuti, il 4° Premio nel Concorso Letterario Nazionale “Città di Avellino – Trofeo verso il Futuro 2007” con la poesia in lingua “Senza la Speranza”
· Ha vinto il 1° Premio nel XIII Concorso Letterario Nazionale “Trofeo Brontolo 2007” di Salerno aggiudicandosi il “Trofeo di Gran Merito” con la Poesia inedita “Senza la Speranza
· 3° Premio, Medaglia d'argento filigranata e Diploma di merito, aggiudicato nel Concorso Letterario Internazionale, “Michelangelo 2007” di Alessandria in Piemonte con l'ultimo Saggio letterario “Il Teatro nell'Umanesimo e nel Rinascimento. Ariosto, Machiavelli, Aretino, Ruzzante”
· Finalista nel 30° Premio Internazionale “L'emigrazione 2007” con il Teatro Teatrale inedito “Il Clandestino. Un dramma contro il razzismo”
· L'Autrice ha ricevuto un invito “ad personam” dalla famosa poetessa TINA PICCOLO al fine di ritirare il prestigioso “Premio alla Carriera: I Protagonisti dell'Arte e della Scienza” che le è stato assegnato nel mese di settembre 2007. Tale “Premio alla Carriera” è stato ideato e realizzato dalla stessa TINA PICCOLO.
La Cerimonia di Premiazione si terrà il 24 novembre 2007 in Pomigliano d'Arco (Napoli) e ad essa seguirà pranzo conviviale. La manifestazione, realizzata con la collaborazione di tante associazioni culturali e numerose testate giornalistiche, nonché con l'alta adesione della Presidenza della Repubblica, si terrà al cospetto di personalità della cultura, del giornalismo, della politica e dello spettacolo


- Il volto -

Nel fondo delle pupille
c'è il volto di chi amo.

Lo accarezzo
ogni volta
che
chiudendo gli occhi
lo penso ...


- Vorrei vestirmi di vento ... -

Vorrei vestirmi
di vento …
per vagare nel bosco
dei tuoi pensieri
ed impigliarmi
ai rami


- SENZA LA SPERANZA -

Senza la speranza
dell'alba
la Notte
non ha
la forza
di sorgere …

Senza speranza
in domani di sole
il cuore stanco,
in giorni atri,
inerte
langue …


- Crepuscolo -

Stormi d'uccelli
trafiggono
cieli di rose.

Idea d'infinito.


FUGGI PIU' LONTANO CHE PUOI
(Inno alla Natura e a chi sta già fuggendo o spera di fuggire)

Fuggi !
Fuggi prima che puoi
dal tuo mondo di false certezze,
dai tormentosi isolamenti,
dalle barriere che erìgono desolanti solitudini
e vuoto di abissi nell'anima.

Fuggi !
Fuggi più veloce che puoi,
annienta le sepolcrali prigioni
dal sapore di lutto
erette da te
a te medesimo
con le tue stesse mani:
scappa dalla tua casa superprotetta
ricolma di averi nascosti e segreti,
dal denaro che inutilmente accumuli
solo per far gridare l'invidia del mondo,
dagli amici falsi e menzogneri
avvolti nella noncuranza di te,
dagli anni e dai giorni vacui e stanchi
affossati nell'incolore della quotidianità.

Fuggi !
Fuggi più lontano che puoi:
rinnega le ore mordaci
cosparse di tediose insignificanze,
scaccia i mendàci, ingannevoli amici
dal tuo cuore
e scagliali senza rimorso
nelle tetre voragini della dimenticanza,
sotterra per sempre i giorni avàri e amàri
e abbandona l'atroce solitudine
delle tue stanze d'ombra,
scaraventa nei baratri dell'oblìo
i laceranti momenti trascorsi,
lava il tuo cuore di tutto il dolente vissuto,
allontanati dal tuo mondo
ipocritamente sicuro,
getta i tuoi oggetti preziosi
nella polvere di un ciglio di strada
o regalali al primo incredulo “vù cumprà”.

Fuggi, fuggi via,
da questo mondo in decomposizione,
scappa dal suo fetido odore di morte !
Sali di corsa sul primo veliero fuggiasco
che passa frusciante sotto le tue finestre,
guizza rapido sulla zattera che solca il mare
di seta dei tuoi occhi blu,
abbranca, con l'impeto della disperazione,
il primo vascello che silente naviga
dinanzi alla tua porta …
… carico di coralli, conchiglie
e pesci amaranto …

Aggrappati forte e fuggi con loro !
Non pensarci un solo attimo in più !
Se ancora ripensi e rifletti
sarai perduto per sempre.
Fuggi, prima che sia troppo tardi !
E vola verso la luce d'Orizzonte
che ora appena intravedi,
solca il mare per giorni e per mesi,
e attracca infine in incontaminate terre
dove tutto è meraviglioso e vero
e non edulcorato e alterato dalle ipocrisie
delle cosiddette “civiltà”.

Rinasci ! Risorgi !
Donati un cuore ed una mente nuovi.
Non adagiarti nell' “ormai”,
nel “domani ci penserò”, nel “doveva andare così”.
Scrollati di dosso la “Rassegnazione”
poiché essa è la “Saggezza dei vinti”.
Vincenti sono coloro che risorgono,
coloro che sempre riprovano,
coloro che impongono la propria volontà
alla potenza negativa degli accadimenti.
Vivere rassegnati equivale a non vivere !

Gettati nella vita a mani aperte,
a braccia spalancate,
con occhi ricolmi di luce,
con i capelli fluttuanti al vento,
con il cuore palpitante di desideri
per ciò che non hai mai vissuto,
per le stupende cose che non conosci !!
Rinasci !
Fatti bambino …
e ricomincia a vivere la tua vita …
… dall'inizio !!

Corri dunque,
corri lontano
più rapido del vento,
in qualche isola segreta e misteriosa
e vivi ciò che non hai mai vissuto
e neanche adombrato nei sogni più azzardati
della mente,

VIVI … PER LA PRIMA VOLTA …
LA TUA VERA VITA …

Giunto nel tuo posto di sogno …
corri ad adorare la Natura e i suoi dèi:
prostrati dinanzi al rugliante
e fascinoso Mare,
ama il Vento turbinoso
che fa vibrare il tuo corpo
di emozioni potenti
avvolgendoti in profumi
di legni odorosi e di mirra,
bacia la sabbia, la roccia,
la terra di luoghi eterni ed incontaminati
fuori dalle rotte dell'uomo “civilizzato”.
Ama il dio Sole e la dea Luna,
sii fratello agli alberi
che ti donano l'immensità del respiro …

Costruisci poi …
la tua nuova casa …
… di paglia, di stuoie, di fiori vermigli …
in un lussureggiante giardino
di grandi palme da cocco dinanzi al salmastro
e spumeggiante mare.

Piccoli granchi, uccelli variopinti,
tartarughe marine
… e pesci e fiori e colibrì …
saranno i tuoi amici sinceri.

E fosforescenti onde danzanti
e lame lucenti e vibranti di sole
e falci sanguigne di luna
e dune di sabbia rosata …
saranno i tuoi compagni perfetti.

La vita va vissuta due volte
se la si vuol capire …
… amico mio …
e questa è la tua seconda ed ultima occasione !
Non ce ne saranno altre !

Diventa amico di genti nuove e semplici
che ti ameranno per quello che sei.
Ascolta le loro voci e accoglile
nel profondo dell'anima tua.
Ascolta le loro incredibili storie
dal sapore di vita vera,
di mare furoreggiante e spesso luttuoso,
di sole fiammeggiante e ridente,
di uccelli liberi in volo
e … d'immenso Universo.

Diventa fulgore di sole tu stesso:
spandi intorno la tua luce …
Divieni onda marina: avvolgi d'amore
ciò che ti circonda …
Tramùtati in rosea sabbia
baciata dal vento suo amante impetuoso,
Divieni perlàceo lucòre di luna
che la volubile anima riflette
sul manto increspato e argentato del mare …

Distenditi in silenzio poi …
sulla soffice battigia
e …
ascolta …

Ascolta l'antico canto della Natura,
òdine attentamente i suoni primordiali
di inaudita primèva bellezza …
e lasciati cullare da venti ebbri e selvaggi
e lambire da onde spumeggianti e streganti …

Adora la Natura e i suoi dèi !
Divieni parte integrante di loro
e dell'intero Universo …

… perché essi saranno la tua nuova,
vera, grande famiglia.


“Come trasformarsi in tempi rapidissimi da grigio impiegato in avventuriero del mondo”

"Cominciai a provare i primi conati di vomito fulmineamente una mattina, quando per caso diressi il mio sguardo che, attratto da insolito particolare, si era caricato di maggiore intensità nei confronti del mio volto riflesso nello specchio del bagno, posto sopra il lavabo.
Specchio il quale, con il suo crudo e spietato cinismo, mi rimandava quotidianamente e senza alcuna cortese mediazione, i due tipici colori del mio incarnato: “giallognolo e grigiastro”.
Ad essi sono ormai rassegnato da sempre in quanto eredità materna.
Ma alle prime fioche luci di quel mattino invernale … ora in cui mi preparavo come di consueto per mestamente avviarmi verso improduttive quanto interminabili ore di Ufficio prestate presso un'Azienda locale di men che modesta rilevanza … mi parve che i miei consueti colori si fossero maggiormente accentuati … assumendo in tal modo tonalità viepiù sconfortanti.
Nonostante l'ormai quarantennale abitudine al loro dominio, non fu constatazione che suscitò in me allegrezza.
Anzi, produsse un'ulteriore stato di disagio, di depressione, che si sommò a quello già preesistente stratificatosi decennio dopo decennio e col quale convivevo.

Il mio aspetto in generale non era certamente dei più invitanti.
Alla “cara” eredità “giallognola-grigiastra” dell'incarnato materno si aggiungeva infatti, a coronare l'insieme dei miei attributi estetici, quella paterna, che in dono mi aveva trasmesso spenti e stenti capelli aventi l'aria di crescere inquieti e di malavoglia sul mio già non entusiasmante capo.

Tale riscontro mattutino dunque mi contrariò alquanto anche se, lo dico subito, non nutro ambizioni di sorta !!
Non ne ho mai avute !!
Di tale fatta sono, educato così da mia madre, massimamente.
Uso cioè a non guardare mai né a destra né a sinistra e soprattutto mai in alto, ma solo e sempre di fronte senza aspirare a nulla, ad occuparmi di nulla se non di quell'unico dato di ovvia rilevanza costituito appunto dal quotidiano e ineludibile orario d'Ufficio.

Sono un modestissimo impiegato privo di qualsivoglia particolare qualifica che da circa 22 anni svolge la sua più che dimessa mansione consistente nel trascrivere in bella grafia interminabili liste di nomi altolocati, con relativi indirizzi, in rettangolari buste di carta leggera di finissima qualità e aventi elegante linea dagli angoli smussati … per poi riconsegnarle … precise … linde … e ben allineate … nelle loro scatole di lucente metallo: le stesse in cui mi sono state consegnate.
I miei superiori sanno di poter contare su un mio lavoro esatto, senza errori né sbavature e soprattutto eseguito in eccellente grafia.
E così la mia vita procede senza sbalzi, senza emozioni, con gli stessi orari e con il medesimo ripetitivo ritmo.
Questo susseguirsi di ore indifferenziate e monotone, trae il suo unico cangiamento dal fatto che esse possono svolgersi o in Ufficio o in casa, luogo in cui mi rilasso, mi distendo sul grande divano ed inseguo lungamente l'inanellarsi delle volute di fumo della mia sigaretta che si dilatano a dismisura fino a scomparire sopra la mia testa. La casa è vecchia e trasandata.
Alle pareti la vetusta carta da parati, non più rinnovata da immemorabili tempi, inizia, a causa della trascuratezza di antica data, a dare ampi cenni di cedimento ormai ben visibili.
Strappi, buchi, arricciature e scollature al centro e agli angoli, denunciano a gran voce le gravi ferite inferte dal tempo.
Zone scolorite, sbiadite, fanno spicco qua e là, in modo da variare quel tutto uniforme, che altrimenti sarebbe potuto risultare noioso e ripetitivo.
La sera seguo con svogliatezza e senza convinzione qualche programma televisivo che non guardo mai per intero, ma che intercalo con altri spettacoli premendo di continuo il pulsante del telecomando.
Lo faccio senza pensarci e senza alcun interesse.
E in tal modo trascorro le mie ore, passando dunque dal grigiore della stanzetta dell'Ufficio … al “giallognolo-stropicciato” delle pareti di casa mia.
Non ho amici e quando qualcuno che avrebbe potuto rivestire questo ruolo, per un'incomprensibile casualità si è profilato all'orizzonte … presto e senza spiegazione alcuna … si è silenziosamente eclissato.
Io in effetti non sapevo mai cosa dire se non ripetute banalità che avevo varie volte ascoltato da altri, oppure non dicevo nulla, suscitando in siffatta maniera il continuo imbarazzo del mio interlocutore il quale, dopo qualche visita e senza esplicitate motivazioni si defilava per sempre.

Unica cosa veramente squillante è il telefono: tutti i venerdì sera, mia madre che risiede nella vicina cittadina, mi chiama alle ore 21 per domandarmi cose che so a memoria: quel che ho mangiato, se ho messo la sciarpa dato il freddo pungente, quale programma penso di seguire in televisione, se ho innaffiato le piante regalatemi. Dopo i miei ripetuti assensi di pura convenienza, si convince che tutto procede per il meglio come di solito e mi saluta velocemente.
Ripiombo allora nel divano e nel fumo, nella TV noiosa, nella fettina di carne parzialmente bruciata, nella abulia e nel disinteresse totale per qualsiasi cosa intenda rompere o alterare quella spenta monotonia che è ormai mia fedele compagna da 40 anni.
Mi va bene così, ci sono abituato e vedrei qualsivoglia sia pur minimo cambiamento, se non proprio come una minaccia, almeno come una fastidiosa e intollerante intrusione, molesta oltre che pericolosa per il mio procedere lento e senza scosse, senza irritanti novità o detestabili imprevisti.

Mi chiamo Ugo Lemmi, cognome che mi è valso alcuni commenti sarcastici, a bassa voce è vero ma profilatisi nitidi al mio orecchio, da parte dei miei colleghi d'Ufficio che con siffatto scherno intendevano evidenziare la non rapida esecuzione della mia pur modestissima mansione.
Anche nell'ambito dell'Ufficio non posso infatti di certo annoverare amicizie che non siano men che formali … e ritengo che i rari saluti che mi vengono rivolti siano supportati dal motivo che facendo, bene o male, parte dell'Azienda anch'io, devo essere lì tra loro, presente tutti i giorni alle ore 7 e ½ in punto del mattino. Sono chiaramente sopportato, pur restando, me ne rendo conto, la loro maggior fonte di ilarità.
Se ci si incrocia nei corridoi tra ufficio e ufficio, solitamente non ricevo alcun saluto.
Ma quando, per le ragioni più disparate debbono rivolgersi direttamente a me, vedo un rapidissimo arricciarsi in alto del labbro destro, tale da scoprire alcuni denti, movimento che vorrebbe essere di mezzo sorriso, ma di fatto sembra trasmettere più inevitabile seccatura e fastidio, che altro.

La mia vita dunque procede così da sempre.
Uguale, senza scosse, senza esecrabili imprevisti, diciamo “sicura”, così come mi è stato insegnato a considerarla e dunque ad attuarla.
Ammaestramento impartito, come dicevo, soprattutto da mia madre che sembra la copia esatta di me e che vive in una modesta casa come la mia, ma pulita e ordinata. Ella ha qualche svago in più rispetto a me, costituito dalla cura di alcuni vasi di fiori, ma innanzi tutto da lavori a maglia tramite i quali mi confeziona atroci maglioni aperti davanti, a giacca, enormi e ingombranti (dentro i quali “occorre stare comodi” ripete spesso) e aventi malfatte e chilometriche maniche che sono costretto ad arrotolare più e più volte fino a formare un fastidiosissimo ingombro circolare sul polso, dando così ulteriore motivo allo scatenarsi di occhiate e battute di scherno che fanno divertire a crepapelle i miei colleghi.

Ma quella mattina fu diverso.
La mia faccia più grigia e giallastra del consueto, pareva quasi galleggiare nel riquadro “acquatico-melmoso” del fatiscente specchio sovrastante il lavabo, facendomi assomigliare ad un pesce di orribile fattura che con occhi vuoti, vacui, spenti e a bocca aperta sembrava annunciare la sua imminente decomposizione. In quel suo vagare senza senso nelle stagnanti e plumbee acque dello specchio in rovina, così orripilante apparve, a me medesimo, il mio viso, tale da suggerirmi i miei primi conati di vomito.

Fu come una rivelazione !!
Improvvisa !!
Un colpo al cuore e alla mente !!
Uno di quei rarissimi momenti di luce della “ratio” o dell'anima, ancora non so, durante i quali in un attimo si sintetizza ai nostri occhi una situazione trascinata per anni senza minimamente coglierne il senso nascosto e più vero.
Tutto si svolse in un momento, ma fu di tale chiarezza che mi sconvolse e mostrò me, a me medesimo, in tutto il mio dramma umano.

Quella fatidica mattina travolse infatti in modo radicale l'assetto del mio vivere “sicuro”, confezionato per mettermi al riparo da qualsiasi imprevisto, e che fino ad allora sembrava inesorabilmente avviato verso un destino senza svolte, verso un susseguirsi, opaco e incolore, di ore, mesi, anni, tutti identici e senza senso alcuno.
Per un numero imprecisato di giorni che ritengo rilevante, evitai accuratamente di gettare lo sguardo nel melmoso e ristagnante specchio del bagno, per timore di incrociare nuovamente quegli occhi vuoti e spenti, dal colore di morte, come quelli di un raccapricciante pesce putrescente vagante in una pozza acquitrinosa.
Accudii quindi a me stesso, alle mie mansioni di igiene giornaliera, senza guardarmi nello “stagno” appeso sopra il lavabo, radendomi alla meglio e con risultati che ho ragione di ritenere discutibilissimi, stando alle reazioni esilaranti messe in atto dai miei colleghi d'Ufficio.
Al di là di questi episodi minori che pure mi infastidirono all'inverosimile, l'aspetto davvero tragico consisteva nel fatto che non avevo per nulla chiaro in me stesso il modo con il quale sarei potuto uscire da quella situazione.
Mi spiego meglio.

Saltate di colpo, come per un corto circuito, le coordinate sulle quali si era, prima edificata e poi stratificata, la mia quotidianità, anno dopo anno, ora dopo ora … non era più possibile rimettermi nei conosciuti e usati binari “vecchio stampo …” (ormai avevo gettato lo sguardo al di là di essi e ne avevo compreso tutta l'assurdità) … e … nel medesimo tempo non riuscivo a formulare alcunché di intelligente … neanche un abbozzo di idea sul “come” avrei potuto procedere.
Venendo così a mancare gli orditi e le trame del tessuto connettivo da cui fino ad allora ero stato sorretto, subivo la sgradevolissima sensazione di essere come un “bimbo in fasce” che guarda per la prima volta al mondo dovendo tutto imparare.
Ma io ero un “bimbo-vecchio” che nulla sapeva, a cui nessuno insegnava e al quale, soprattutto, non si perdonavano errori di sorta.
Dovevo cercare la mia strada da solo !!!
Questo era il mio dramma !! "

Durante il tragitto di ritorno in Autobus, dalla Azienda in cui prestavo il mio servizio fino a casa, così come ogni giorno ero uso fare, in uno dei pomeriggi più tristi e angosciosi della mia vita e per di più piovoso, plumbeo, tetro e minacciante tempesta …
… nei meandri nebbiosi e offuscati della mia ormai piatta e stratificata coscienza non più reagente ad alcuno stimolo, si fece strada di colpo un infinitesimo barlume di luce !!!
Mentre ero lì, sballottato sul mio seggiolino dalle frenate e virate dell'Autobus e mestamente osservavo gli sporchi rigagnoli di pioggia che inondavano il mio finestrino … vidi in quell' ininterrotto movimento di gocce che percorrevano un incerto tratto per poi agglomerarsi in una goccia più grande … e quindi ridividersi ancora … e ancora … e formare così un reticolo continuamente diverso articolantesi senza sosta in differentissimi modi … vidi …
… Dio sa come … vidi …
… vidi riprodotto in quella minima vicenda naturale, guardata senza porvi troppa attenzione data la sua apparente ovvietà,
… vidi … rispecchiato e rappresentato …
il continuo farsi della vita … il suo incessante divenire …
I miei occhi si spalancarono, la mia testa si schiarì.
Non vi erano “spazi” in questa infinitesima riproduzione della vita per “sicurezze” definitive, per certezze congelate e fisse per sempre !!! La vita … era l'esatto opposto di tutto ciò … e quello spettacolo di gocce rincorrentisi all'infinito ne era un semplicissimo esempio che riconfermava platealmente questo modo di “essere”, di attuarsi e procedere dell' esistenza medesima.
D'un tratto molte cose mi furono chiare.
Il mio vivere precedente era stato solo un atroce errore: avevo scioccamente gettato 40 anni di vita, anni perduti e che mai avrei potuto riavere.

Ed ecco il concetto che la mia mente ancora offuscata, ma nello stesso tempo folgorata da quel minuscolo barlume, riuscì ad articolare:
se la grandezza del senso dell'esistenza si disvela a noi anche tramite minimi dettagli della natura …
come quello ora casualmente osservato …
ecco …
ecco che tutte le regole … tutti i codici … norme … criteri … direttive … modelli … indirizzi … insegnamenti comportamentali, questa volta veri e indubitabili, … discendevano, perfettamente naturali e logici, … dalla accurata analisi del mondo circostante e dell'Universo.
La Natura stessa è maestra di vita.
Questo fu il concetto che riuscì a fugare molti miei terrori e dubbi e che formulai in me stesso.
Questa fu la grande conquista di quel piovoso e tetro pomeriggio di un freddo Dicembre.

E il cuore mi si allargò nella gioia !!!
Non vidi più lo squallido Bus sul quale stancamente viaggiavo … non vidi più la pioggia …
non più la giornata uggiosa e nera minacciante tempesta …
… né l'ora tarda e incolore.
La malinconia era fuggita !!!
Era di colpo scomparsa per lasciare larghi spazi ad … immense praterie … magnifiche radure …
angoli di letizia alla mia anima da troppo tempo confusa e sola … ampie distese di contentezza al cuore che sembrava cantare a squarciagola !!!
La rete discontinua dei rivoli d'acqua sporca di polvere …
facentesi … e disfacentesi senza sosta … ai finestrini del Bus … mi apparvero allora come …
delicati ricami … argentati arabeschi …
fiori caleidoscopici continuamente mutanti forme e colori …
Non vidi più il vecchio … asmatico … ansante Bus, ma un Autobus nuovo, saettante, con cromature lucenti e vivide come specchi !!! E gli stanchi e annoiati compagni di viaggio …
mi apparvero cordiali … gentili … loquaci … sorridenti …

Il mondo era divenuto d'un tratto colorato.

Quel mondo da me costantemente ignorato per decenni … si trasformò di colpo … nella mia ancora di salvezza.
Appena disvelatosi alla mia mente il concetto della eterogeneità e dell'incessante “divenire” della vita, decisi di colpo di capovolgere, di sovvertire il mio vivere indirizzando il mio interesse verso la scoperta di un mondo per troppi anni ignorato e dunque sconosciuto. Così … appena tornato dall'Ufficio … non detti neppure il tempo alla deleteria “abulia” … che mi attendeva in agguato nelle viscere della mia casa … pronta ad accalappiarmi e avvilupparmi nelle sue spire distruttive, … neppure il tempo … dicevo … di avvicinarsi a me …
Ma … al contrario … gettata di slancio la giacca da lavoro sul divano e indossatane una nuova … uscii di corsa da casa, armato di impermeabile e ombrello, … scendendo i gradini quattro a quattro per ritrovarmi così, in pochi attimi in strada.

Le ultime gocce di quel pioggiòso* giorno … pioviscolàvano* ancora … dalla grande coppa brunita del cielo … come trasparenti … ialìni … fiori di cristallo che giocavano a rincorrersi l'un l'altro …
Ma ormai sprazzi di sole capricciosi … si erano spenzolati* fuori da due-tre nubi … trasformando quell'acquerùgiola … in un tripudio di gocciole d'oro radianti luce … Tutto all'intorno era luminescente e smagliante !!
Il temporale, imperversando per ore, aveva lavato a dovere strade … alberi … grondaie … camini … lastricati … che adesso scintillavano come oro puro … al bagliore improvviso di quel sole tardivo e inaspettato.
Mi incamminai esultante … ammantellato* da quei brillìi e da quella fine pioggia d'oro … per muovere alla esplorazione delle strade e stradine del mio quartiere a me totalmente sconosciuto.
Per la prima volta in vita mia sentii pulsare il cuore di autentico meraviglioso desiderio di esplorare e dunque senso di appagamento. Avvertivo nel profondo una inusitata sensazione … quasi mi fossi avviato veramente verso una nuova vita … avvertendo e custodendo nell'animo una lietezza* sino ad allora a me ignota e peraltro ancora in gran parte oscura e incognita.

Mi sorpresi a pensare che era stato sufficiente osare pronunciare … un drastico “no” al me stesso che era uso lasciarsi avvinghiare dalla feroce “abulia”. Era bastato che la lasciassi languire da sola in un canto della casa e fulmineo corressi via … via da lei … per poter al fine ricusare i miei tetri pomeriggi solitari e conseguentemente tuffarmi nel giubilo della ricerca del “nuovo”, o meglio, nella ricerca di una “vita veramente vissuta”.
Foss' anche nel bene quanto nel male, ma che si configurasse comunque come una vita vera.
Dunque l'acerrimo mio nemico altri non era che “me medesimo”!
Quell' “io”, che dimentico del suo ruolo di nocchiero del proprio vascello, lo abbandonava incustodito in balìa delle mareggiate … dei tifoni … delle burrasche … senza degnarsi minimamente di ricondurlo entro la scia del mare pacato … del mare di bonaccia !!
Questo pensiero, configurandosi all'improvviso in modo chiaro e limpido alla mia coscienza, riuscì di rimbalzo a trasmettermi una insolita forza che automaticamente mi portò ad allungare a dismisura i passi … come a voler divorare il terreno dinanzi a me … quasi fuggissi … quasi temessi … di ricadere nel tran tran dell'orrida vita che mi stavo lasciando alle spalle …

Si rivelò tutt'altro che infruttuoso quel rapido girovagare per le vie del mio quartiere !!!
Esso infatti in breve tempo mi rese palesi gli innumerevoli e insospettati volti di quella zona.
Negozi e negozietti, fiorai, trattorie, Bar e Caffetterie, profumerie, barbierìe, maglierie, calzolerie, pasticcerie … fiorivano da ogni parte, in ogni lato, in ogni luogo, l'uno adiacente all'altro senza interruzione.
Un vero vivaio di novità e delizie in cui affondare le mani e ristorarsi!
Mai avrei immaginato che il mio non-estesissimo rione potesse offrire tanto !!
Improvvisamente la mia attenzione fu attratta da un “Bar – Caffetteria” assai accattivante, ben illuminato, con sedie e tavolinetti esterni posti sotto coloratissimi ombrelloni. Era pullulante di gente che andava e veniva, allegra, ridente e con vari pacchettini in mano.
Mi avvicinai veloce per meglio osservare !!
Ma così facendo mi ritrovai di colpo dentro il “Bar – Caffetteria” sospintovi dal flusso della gente.
E ciò contrariamente alle mie abitudini di timido incallito che mai mi avrebbero permesso di varcare quella soglia !!!
Subito una giovane graziosa barista mi si era avvicinata e con un gran sorriso degno di una Star Hollywoodiana mi aveva rivolto la parola:
"Lei signore, mi dica, in cosa posso servirla? "
Colto alla sprovvista strabuzzai gli occhi e suoni inarticolati uscirono dalla mia gola.
La ragazza non si perse d'animo e con il suo più affascinante sorriso aggiunse: "Non ha ancora deciso Signore? Ma non c'è alcuna fretta !!
Guardi pure con calma tutto ciò che la nostra “Caffetteria – Self Service” può offrirle. E appena avrà scelto, mi chiami e la servirò velocemente. Il mio nome è Sonia ". Di fronte a tanta gentilezza, anch'io non potei trattenere un gran sorriso che quasi le stava a pari per spontaneità. La ragazza assai cortesemente mi indicò che potevo prendere in esame tutte le loro specialità poste sotto il vetro ricurvo del bancone, lungo parecchi metri.
Dio mio !!!
Vi erano delizie per tutti i palati anche per i più sofisticati !!! Delizie “dolci e salate”, “calde e fredde”, guarnite di cioccolato, di gianduia, di pistacchi, di noci, di pinoli, ricche di crema, di panna, con frutta nostrana ed esotica …
Più avanti si snodava in tutti i suoi attraenti e avvenenti colori il reparto del “salato” che mostrava varianti interminabili di tortine, salatini, Sandwichs di ogni forma e farciti in ogni maniera …
… e infine per chi avesse voluto veramente cenare, c'era un reparto “Self Service” dove in apposite vaschette calde vi erano profusi, in grande varietà, primi piatti appena cucinati, secondi piatti di ogni tipo di carne e pesce … e poi verdure e contorni assai vari …
e infine gelati, dolcetti, stuzzichini, bibite e liquori ecc. ecc.
Ero allibito !!!
Cosa fare? Cosa scegliere?
Ero esitante … irresoluto … incerto sul da farsi.
Fui preso da un attacco di timidezza e di panico.
Pensai di non decidere per nessuna cosa e tornarmene via … a casa … da solo … come di solito …
Ma … all'improvviso … mi si presentò alla mente colpendomi in pieno viso come uno schiaffo … l'immagine di una vagante e squallida fettina di carne bruciacchiata che mi attendeva con ansia nella triste e semivuota madia situata nella disadorna cucina.
Un flusso di calore ardente, prorompente da tremenda ribellione, sembrò salirmi su dallo stomaco, pervenire al collo e inondarmi infine tutto il viso che si fece rosso paonazzo !!
No !! Non potevo permettere al mio “Io” di subire ancora una volta questo sopruso !!!
Giunto ormai a un buon livello nella conquista di una nuova vita, dopo inauditi patimenti e angosce, dopo innumerevoli esitanze e confusioni mentali … non potevo ferire la dignità di quel glorioso “Io” che sfolgorante e lucente era riuscito a balzare in sella al galoppo, sul bianco cavallo alato della Vittoria !!! "No !!! No !!! " urlai forte dentro di me … e fu come un grido di guerra, lacerante e terrifico, un urlo di rivolta, di sommossa, di ammutinamento di quell' “Io” che era soggiaciuto a cocenti umiliazioni, a struggenti mortificazioni e affronti per circa 40 anni e che, pressoché giunto al fondo dell'abisso, aveva trovato in sé stesso la fierezza di rimontare la china cercando, tra trepidanze e afflizioni, un barlume di luce che ora si poneva come ispiratore, come guida, instradando tutte le sue azioni. Era il ruggito di riscossa dell' “Io” pugnace, uscito smagliante e vittorioso dalla lotta con l'altro “io”, quello dimissionario … abdicante … rinunziatario … rassegnato … abulico … in una parola “vinto”!
E l'impeto del “No !!!” interiore fu così forte che finì per esplodere anche in un “No” esterno, scandito involontariamente ad alta voce dalle mie labbra !!! Di botto si fece silenzio totale nel “Bar-Caffetteria” ed ebbi addosso tutti gli occhi dei numerosi clienti che mi osservavano con somma attenzione ed aria sospesa … Io ero impacciatissimo …
Non sapevo dove posare gli occhi e cosa fare …
Subito accorse in mio aiuto la solerte Sonia che mi domandò ansiosamente:
"Signore, mi scusi, qualcosa non va ? "
Confuso risposi:
"No … no … signorina Sonia … va tutto bene … stavo solo pensando che …
(Dio mio ! Non mi veniva in mente niente !!! Proprio niente !!! )
che …
(incespicai nella frase pur seguitando ad avere la testa vuota !!!)
che …
"C'è qualcosa dei nostri prodotti che non le piace ? " mi suggerì Sonia, mentre tutto l'uditorio era in silenzioso ascolto …
"… che " ripresi …
"che i broccoli mi risultano indigeribili !!! " conclusi rapidamente indicando a braccio teso la prima vaschetta di verdure che mi stava dinanzi. "Non si preoccupi Signore " aggiunse sempre sorridendo la ragazza "quelli non sono broccoli, ma spinaci e vedrà che non le daranno problemi, anzi le risulteranno digeribilissimi !!! "
Così disse Sonia con un abbagliante sorriso che illuminò il suo volto, dilagando poi sui visi di tutti gli astanti e sull'intero “Bar-Caffetteria” rendendolo sfavillante come non mai …
… o almeno così a me parve !!

Tirai un sospiro di sollievo poiché il piccolo incidente si era concluso in modo semplice, lineare …
e il centinaio di occhi dei clienti che prima erano rivolti con estrema attenzione verso me … si erano immediatamente distolti con noncuranza dalla mia timida, riservata e dimessa persona … mentre le loro menti avevano ripreso a vagare tra … “sogliole alla mugnaia” … “Root Beef” … “Entrecòts al Bardolino” … “patè de fois gras” … e “patate novelle arrostite” ecc. ecc.

Dopo tutto quel gran rimescolìo subìto, sia in me stesso sia a causa della situazione esterna creatasi … decisi di premiarmi con una lauta cena … che consumai con enorme gusto !!!
E la scelta ebbe così alti risultati di gradimento da parte mia che, uscendo e salutando Sonia, decisi di tornarvi addirittura la mattina dopo per consumarvi la colazione, “la prima degna di tale nome” della mia vita.
Così i giorni passavano e io assunsi la splendida abitudine di frequentare tutte le mattine che Dio aveva creato e donato al mondo, una dopo l'altra, il “Bar-Sonia” (così lo avevo ridenominato !), per gustare delle superbe colazioni a base di caffè di primissima qualità supportato in modo egregio nel gusto, che ne veniva festosamente enfatizzato, da eccellenti marmellate Inglesi originali, che si esibivano in tutto il loro potere attrattivo, oserei dire trasgressivo … pari a quello emanante da fascinose odalische …
Ed infatti, languide e ammiccanti … si mostravano … arditamente e audacemente denudate del loro barattolino di vetro … allegramente adescanti… … distese … e … ignude … su fresche tartine ricoperte di burro finissimo e bianchissimo !!!
Era una vera esplosione di gioia dei sensi che si riappropriavano del loro potere persuasorio e sembravano sfrenatamente danzare inneggiando alla loro riconquistata libertà !!!
Questa importante variante impressa alla mia nuova vita, esigette l'assunzione di drastiche decisioni che si ripercossero immediatamente nell'ambito della mia casa … o più precisamente … direi … della mia “cucina”.
Cosicché abbandonai al loro destino … che si identificava con il fondo della pattumiera … le numerose quanto orripilanti marmellate acìdule confezionatemi da mia madre … e la stessa sorte subì il caffè mal tostato … dall' odore di vecchio copertone d'auto … acquistato sciolto in grossi e grigi pacchi da 2 Kg … … e altresì il burro dal poco piacevole sapore di sugna, di mùcido** … avvolto in un involucro tipo “carta moschicida” caratteristico di una Ditta che, con un eufemismo, definirei “piuttosto scadente”.
Tutti acquisti, questi, effettuati appositamente per me da mia madre Ortensia la quale insieme a sua sorella Osvalda, mia zia, sembravano gareggiare per osannare la sacralità del “risparmio a tutti i costi”.
Ma in un sol colpo mi liberai da queste terrifiche colazioni … che divennero poi per me solo … sfocati … sbiaditi … stinti … scialbi … annacquati … smorti ricordi … da inscrivere nel “lungo elenco nero” che compariva nell'ormai mio inseparabile “taccuino grigio scuro”, appositamente acquistato per enumerare tutte, senza esclusione alcuna, le angherie, le imposizioni, le soperchierìe … in una parola … la “tirannide”, costante e continua, subita in tanti anni di stretta dipendenza dalla genitrice !!!
Angherie di ogni genere …
da barrare … cassare … scaraventare nel dimenticatoio per sempre !!!
E ciò grazie alla virata di 180° impressa alla mia vita !!!
Naturalmente a mia madre nascosi con accuratezza questa novità riguardante le “preziose” marmellate che mi ammanniva … poiché la notizia avrebbe potuto procurarle malori e mancamenti …
E dunque … come sempre … seguitai a ritirare i pacchi che mi inviava … abbandonandoli, subito dopo, su …
panchine … muretti … cabine telefoniche … cassette postali …
… lasciandoli in tal modo a qualche malcapitato aspirante suicida.
Ero finalmente libero !!!


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