Silvio Caravelli, è nato a Teramo il 29 gennaio 1973, laureato in Scienze Statistiche.
Data la forte passione per la letteratura nel 1995 pubblica la prima raccolta di poesie e, nel 2001, una seconda.
Nel 1998 partecipa al 18° festival della Lingua italiana “Radio Amica” a Teramo conseguendo il primo premio con la poesia Il tuo vestito da Sposa. Nel 1999, a Torino, è vincitore al concorso Nuova Genesi con la poesia Sabbia negli occhi, petali sulle labbra.
Attualmente vive e lavora in Irlanda.

Con Carta e Penna ha pubblicato la silloge poetica

SABBIA NEGLI OCCHI, PETALI SULLE LABBRA.
ISBN: 978-88-6932-076-7 - Prezzo: 14,50 €.



Dalla prefazione:
È stato detto che la poesia nasce da un'insopprimibile necessità interiore: interpretare il mondo al di là delle apparenze e cogliere il mistero profondo della vita con il sentimento e la fantasia.
Essa è passione, sogno della ragione. È il genere letterario che, più di ogni altro, consente agli animi più sensibili di dare voce alle proprie segrete aspirazioni e scoprire, così, nuovi, infiniti orizzonti. Ma non basta. Come intuì il giovane Goethe, la poesia è un momento di verità nel dramma della vita, anzi costituisce la soluzione liberatoria dalle vicissitudini quotidiane, dacché consente di affrancarsi dai ceppi e dai fardelli convenzionali che la società duramente impone.
Viviamo, purtroppo, in un'epoca caratterizzata da un ritmo frenetico di attività che insegue ricchezze e successi. Un'epoca in cui gli spazi di convivialità e di fantasia individuali si riducono progressivamente per far posto ad un esasperato dinamismo che assegna al profitto il primato su ogni altro aspetto dell'esistenza.
"Il tempo è denaro" si insegna ai giovani sin dalla tenera età e, pertanto, su tale ideologia mercantile, viene impostato ed organizzato il modo di vivere e di pensare. Fortunatamente non tutte le coscienze soggiacciono all'equazione tempo-denaro. Può accadere che, ogni tanto, qualche anima lirica rifiuti tutto ciò e, viceversa, affermi: si vive e si muore di sogni e mediti sulle luci crepuscolari del vespero e componga madrigali alle stelle. È il caso, appunto, di Silvio Caravelli: un giovane poeta che licenzia questa terza piccola ma significativa raccolta di Poesie d'Amore.
Diciamo subito che il Nostro, disincantato dalle conquiste della modernità, cerca di recuperare, con il soffio lieve dell'esperienza lirica, i perduti valori della vita. Formano l'umanissimo repertorio dei suoi temi l'amore, il trascorrere del tempo, il dolore, la paura, la natura. L'amore è ispirato da una donna senza nome che finisce coll'assumere una funzione simbolica, di creatura capace di trarre il poeta dall'angoscia esistenziale: le mie parole si sono abituate alle rughe del tempo, / e tutti i suoi fiori stanno appassendo… / ti prego, mia amata, raccontami di / quella notte che nel suo eterno ci ospiterà! Ed ancora:
son solo in ogni raccolto della felicità… / forse non sentirò il respiro del tuo sonno / ma la mia poesia sempre sarà / il tuo vestito da sposa. Sensibilissimo, coglie le armonie più tenui e sottili di ricordi e paesaggi:
Verrà il cielo nella nostra stanza, e colorerà di celeste. / Il nostro risveglio…
Ed inoltre:
Ho visto il mare blandire la spiaggia / e sfiorare l'aurora con i suoi sospiri.
La natura, a differenza della civiltà, non ha mai tradito!
Sulle orme della migliore tradizione romantica, Silvio Caravelli afferma l'assoluta identità tra spirito e natura, tra apparenza ed essenza, tra realtà ed ideale. si avverte, inoltre, nelle sue creazioni poetiche, la struggente nostalgia per remote epoche felici, per un'armonia scomparsa, forse per un mondo di sogno dove: È il tuo cuore mia rosa / lanterna per il nuovo mondo.
Anche se i suoi versi sono velati di malinconia e riflettono il senso tragico della condizione umana, tuttavia, Silvio Caravelli non si arrende al destino: vedrò la primavera come vedo il tuo cuore. Sono questi trasalimenti improvvisi che aprono il cuore ad un barlume di speranza. Speranze doloranti, illusioni fragili espresse sottovoce e con tono dimesso quasi chiedendo scusa al lettore.
Un timido sogno d'amore che il poeta vagheggia nella pur avvertita consapevolezza della sua "inattualità" rispetto al bieco e sterile grigiore del mondo attuale.

Angela De Sanctis Re


Per i navigatori di Carta e Penna tre poesie tratte dalla silloge:

Ladro di sogni

La linea dell’orizzonte taglia il mio cuore
e in questa ferita c’è scritto di te, di te
quando ti cercavo tra i ponti di questa nave
nascosta nell’ombra dei miei versi.
Di te è fatto quello che mi circonda,
e nel disordine di questo mare
un tuo bacio è l’unico segno di vita.

Il tuo amore si è chiuso tra queste pagine
i rami sono colmi di boccioli,
come te stanno mutando, presto saranno ciliegi
tu sarai matura di passato,
da gustare in un’immagine di fuga
ciechi di nostalgie, penitenti di carezze.

Siamo fantasmi pulsanti di fato.
Tu, messaggio in una bottiglia.
Presto in una spiaggia verrai trovata!
Io, ladro ormai di sogni,
presto ti ruberò dal vento!


Gondola in mezzo al mare

In quest’alba il più vile dei mali mi sta uccidendo
la solitudine!
È lei il ponte tra i pensieri; e il mio cuore….
Ahimé! È condannato al solo silenzio.

In quest’alba, la tua bocca è il desiderio più facoltoso,
ed io in pace poiché tutto lento scorre fin quando non
arriva l’alba il più bel sogno lo vivo da sveglio.

In quest’alba la brama delle tue parole è una gondola.
In mezzo al mare; e il mio cuore…
Ahimé! È più vecchio di me questa mattina.


Sabbia negli occhi, petali sulle labbra

Primo premio al Festival “Nuova Genesi”- 1999 Torino

Un giorno se i segreti della vita dovessero cadere
come pioggia, chi raccoglierà il tuo nome,
la rosa del silenzio?
Hai dato un’anima a questo tremore e senza saperlo
lo porti con i tuoi passi e non ti accorgi che
una lacrima diventa rugiada
il rumore della città un fruscio di ginestre
e un lampo un fiume che bagna i tuoi piedi.

Anche se l’estate non è arrivata nella terra dei sogni
ho disegnato un giorno di luce, colorato di te.
Quando il tramonto bisbiglia carezze alle colline
quando il cancello della solitudine si apre nella notte
entra un amore fatto di sabbia negli occhi e petali sulle labbra.

Che la vita sia adorna di salici piangenti o di roseti
non ha importanza perché
di questo amore un sorriso per te
l’ho già riposto in un cofanetto di eternità.



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