Fabiano Braccini ha vissuto infanzia e giovinezza nella natìa Toscana per poi approdare a Milano ove ha formato la propria famiglia e si è affermato nel lavoro.
Cavaliere della Repubblica, è Membro della: "Accademia dei Ritrovati" di Pistoia e Senatore della italo-greca: "Accademia dei Micenei, di Belle Arti, Lettere e Scienze". Presente negli Albi dei Poeti Italiani, membro in vari Club, Sodalizi e altre Associazioni Culturali, i suoi brani hanno conseguito negli anni numerose vittorie, attestati e premi in diversi e prestigiosi concorsi e manifestazioni. Le sue opere figurano inserite in molteplici Antologie degli Scrittori del '900 e pubblicate in autorevoli riviste di letteratura e sulla stampa specializzata.
Il suo precedente libro di poesie : "Un sentiero di spine e fiorì" (Otma ) - già alla sesta ristampa - ha ottenuto favorevoli recensioni critiche e un notevolissimo successo di pubblico.
Col suo più recente volume : "'Un'emozione, un soffio, ...un niente" (Helicon) continua nel viaggio tra stati d'animo, sentimenti e visitazioni e nella descrizione di avvincenti immagini della natura e dei luoghi della memoria e della nostalgia.
Prossima la presentazione della nuova raccolta : "Il vento e le bandiere ".



Ai navigatori di Carta e Penna presenta le seguenti liriche:


RITRATTO DI SIGNORA

Dipingimi con tratto elegante
        -tu che sai-
occhi intensi che mirano lontano
e un sorriso morbido,
soffuso lievemente di malìa.

Pittura nell'ovale del mio viso
    -senza troppo marcare-
labbra che si atteggiano al bacio
e un filo appena di seduzione:
che sia garbata, non volgare.

Disegnami un corpo armonioso
    -come di sirena-
snello ma non proprio magro,
che sinuoso si adagi
a modellare una veste leggera.

Se vuoi -con la tua maestria-
ritrai giù sullo sfondo
quell'atmosfera suggestiva
di una limpida sera di primavera
coi riflessi rosa del tramonto.

Alla mia mano, poi, dai la posa
    di un saluto.
Che non sembri però un addio,
perché io vorrei lasciare
-a chi domani sosterà a guardare-
la migliore immagine di me:
una delicata sensazione
del mio amore di vivere la vita
    e l'impressione
di una interiore, pacata serenità.



UNA SERA DI TANTE SERE (inverno: un bar di periferia)

Mano sul bicchiere già vuoto,
sguardo perso
verso chissà quali visioni lontane,
stanchi pensieri aggrappati
       -come edera al muro-
a vane illusioni mai divenute realtà.

La porta del bar
si apre e si chiude al freddo di fuori
ripetutamente:
è gente che cerca calore in un caffé
       e in qualche rara parola.
Poi se ne rivà, senza un saluto.

Un'altra giornata è ormai trascorsa:
gli alberi nella bruma del viale
hanno lasciato cadere foglie e vita.
Lunga, infinita sembrerà la notte,
       priva di sogni
e senza una scintilla che l'accenderà.



VICOLO DI PAESE

La luce del sole
filtra appena tra i tetti spioventi
e solo qualche rumore
di un lavorare tranquillo
frange
il velo di silenzio e di pace.

Ogni davanzale
è arricchito da un fiore
e nel primo albeggiare
gli scalini di granito consunto
sono umidi ancora
di brina.

Dallo spiraglio
di una finestra socchiusa
un viso pulito di bambina
si affaccia grazioso
a mandare un sorriso
e un ciao con la piccola mano.

Ma è immagine fugace
che subito svanisce al richiamo,
amorevole seppure deciso,
di una voce di mamma.
Ne serberò, indelebile nel tempo,
il delicato ricordo.



ATMOSFERE PADANE

All'albeggiare del primo mattino dai fossi ricolmi d'acqua        -paradiso di rane- evapora una nebbiolina ovattata che sale non tanto, ma quanto basta a occultare i profili bassi delle siepi, le chiome dei salici piangenti        e le pannocchie del mais nell'ordinato disegno dei campi. Ogni immagine traspare appena,        come sospesa in un silenzio di riposo e di attesa. Soltanto un merlo (o una civetta sonnolenta, forse)        scappa in un volo sbandato privo dell'orientamento di fronde e steli conosciuti: fende con le ali quella bambagia e per qualche momento        lascia un sottile percorso d'aria pulita. Tutto ritorna poi, piano piano,        quieto e indefinito: sopito nell'uniforme velo di bruma.


QUEL PONTE DI MOSTAR
(la guerra distrugge ogni preziosa illusione)

La prima volta solo un fuggevole sguardo,
    poi qualche rara parola
tra sorrisi impacciati e tanti silenzi.
Infine un timido contatto di mani,
un brivido, una intensa emozione,
un forte legame d'amore subito nato.

Lui di qua, insieme alla sua gente
   -giovane che adorava vivere
   e onorare la fede che lo guidava-
lei di là, fiore sbocciato sull'opposta riva.

Quel ponte antico li avvicinava,
quell'arco armonioso di pietre massicce
   limate dal tempo
era il punto d'incontro ogni sera:
e furono baci appassionati,
promesse, progetti, semplici sogni.

Ma un giorno i 'signori di tutte le guerre'
-folli nemici degli ideali di pace-
con occhi accecati dal fumo dell'odio
   e una furia rovente nel cuore,
hanno reciso il filo che unendo le sponde
collegava tra loro due mondi.

E laggiù nell'acqua del fiume
-la stessa dei tuffi a fiato sospeso-
è finita per sempre, col tonfo dei massi,
una preziosa illusione di vita.



MOMENTI

Mille anelli fanno una vita:
sono gli istanti portati dal tempo
attimi brevi e non tornano più.

Momenti
con gli occhi bagnati
dall'impalpabile velo di un pianto,
momenti col viso disteso
da un quieto sorriso.

Momenti
aspettati, arrivati, svaniti,
come una nuvola presa dai venti.

Momenti
di labbra sfiorate
dal soffio leggero di un bacio.
Momenti di sogni
cullati nel corso sereno del sonno.

Momenti
d'amore, di gioia e dolore:
fanno una vita ... e non tornano più.



LAURA RIMPIANGE

Notti dopo notti e notti ancora
senza quasi mai dormire:
le ombre, i ricordi, le onde dei pensieri.
   La mente
in costante conflitto col cuore,
la rabbia più delle tante tristezze.

Ogni letto ha una storia
e questo -lenzuola di seta color avorio-
è grande, morbido, riposante.
È il nido ideale per cullare i sensi:
   quello in cui ognuno
vorrebbe giacere, amare, sognare.

Però è struggente
il richiamo del tempo trascorso.
Ricco invero di poco o di niente
ma dipinto dai liberi voli della fantasia,
    dalla sorpresa di avere in regalo
un fiore spiccato nel verde di un prato.

Non ci sono carezze e attenzioni
che oggi le ispirino amore,
non vale sentirsi preziosa e ammirata
da chi le fu caro ma ora le è indifferente.
    Laura sovente rimpiange
l'ineffabile incanto della vita di allora.


QUANDO, BAMBINI,
GUARDAVAMO IL CIELO

Di sera
i racconti dei grandi
ci parevano così attraenti
    e veri
da serbarli ancor oggi
precisi tra i ricordi.

E nel chiudere le persiane
    per la notte
un ultimo sguardo
andava alle stelle d'estate
fitte e lucenti
a trapuntare il cielo.


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