EUGENIO BORRA è nato nel 1934 a Torino l'8 settembre 1934. Prima di entrare alle Poste per una carriera trentennale, ha lavorato come fattorino, commesso e apprendista nell'industria privata.
Da pensionato ha ripreso con l'hobby di leggere e scrivere. Tra i suoi inediti figura la raccolta di versi OMAGGI E VOTI che raggruppa Verso l'Universo, Sembra che ci sia e in fine, un romanzo preistorico, due raccolte di racconti e un manualetto (VINC - accorgimenti per migliorare nei giochi più diffusi). Inoltre ha ideato e brevettato il gioco da tavolo FAR WEST. Al computer ha creato PINNACOLO INGEGNOSO una specie di Scarabeo con centoventi carte quadretto per comporre frasi.

Nelle pagine seguenti alcune sue cose.
Per delucidazioni rivolgersi alla Casa Editrice Carta e Penna o allo stesso Eugenio Borra, eugeborra@alice.it


RESPIRA CON NOI

di Eugenio Borra

È
un
bel
verde
abete
un cono
perfetto
svettante
con tante
aghifoglie
uso alle nevi
agli alti rilievi
adorno di pigne
un albero insigne
nob
ile
pia
nta



Come migliorare giocando a scopone? Come sorprendere i compagni facendo pinnacola, poker e chiusura nella gara? Come diventare più bravi e svelti nei giochi enigmistici?
Tutto questo e altro aiuta a conseguire la lettura di VINC



I N D I C E

Premessa pag. 2
1 CALCIO COME RICREDERSI 4
2 NEL GIOCO DELLA VITA VINCO ME STESSO 6
3 CENTRARE I RAGIONAMENTI ovvero il gioco delle FRECCETTE 12
4 REGOLE DELLO SCOPONE 15
5 INVITO AL PINNACOLO 39
6 P I N A C O L A 40
7 FUMARE? ORA BASTA 51
8 ENIGMISTI ABILI. COME DIVENTARLO DI PIU? 54
9 GIOCHI SULLA SCACCHIERA: 61
10 QUATTRO VARIANTI DELLA BRISCOLA 72
11 QUALCHE SOLITARIO 77
12 ESEMPI DI ENIGMISTICA 79
13 DUECENTO DEFINIZIONI 89
14 DIZIONARIETTO BIBLICO 99
15 SOLUZIONI 103
16 IL POKER 105
17 POCHI CENNI SUL TRESSETTE 111
18 UN GIOCO FACILE: IL DOMINO CON LE CARTE 116
19 L'ASINO, IL BUGIARDO E IL SOPRAVVISSUTO 117
20 SCALAQUARANTA A COPPIE, OVVERO SAPER CONCLUDERE 119
21 CONSIDERAZIONI FINALI GRATUITE 121
22 APPENDICE: 70 QUESITI DI SCOPONE 123
“ DODECALOGO DELLO SCOPISTA 147
“ “ DEL PINNACOLISTA. 149
“ PINNACOLO INGEGNOSO 148


P R E M E S S A

Metto le mani avanti e giustifico innanzitutto questo titolo monco e tronco. Doveva essere VINCERE e basta, ma data la fama del motto mussoliniano, mi sono accorto che avrei segnato un'autorete. Ho evitato l'autogol e ho pure capito che, premettendo un COME, avrei perso una scopa. Allora ho pensato un titolo più ammiccante e complesso: COME VINCERE… MA NON TROPPO ed in questo caso avrei subito uno scacco. Tutti codesti titoli dissuadono! Quello semplice, perché COME VINCERE non si adatta ad un manuale modesto, dato che soltanto per come vincere a scacchi, in più di un paese hanno scritto intere enciclopedie. Inoltre molti si chiederebbero chi è questo autore che crede di insegnare a me come si fa a vincere. Pioverebbero le sfide. Ancor più presuntuoso l'altro, con quel “non troppo” sembra suggerire l'idea che con questo libro bisogna sforzarsi di non vincere sempre, il che contraddice la regola più elementare la quale vuole i vincenti e i perdenti al 50%.
Così, dall'aggiungere sono passato al togliere ed ecco il titolo giusto: VINC. L'ho scelto prima che creassero un farmaco con questo nome e lo difendo. In una civiltà che aggiunge sempre, che intasa e complica tutto, pensare a tagliare, a rimaneggiare diventa un'idea vincente. VINC dimezza quello che all'inizio si presentava come il titolo più semplice per questo SELLER dalle illusioni di BEST. Ma VINC contro che cosa? Non contro l'esercito imperiale, la falange macedone o la legione romana. Piuttosto contro noi medesimi e le cose che ci fanno perdere: le nostre complicazioni, gli ostacoli posti dai nostri cervelli a tortiglione e i preconcetti materiali e morali. Vincere non significa prevalere, sconfiggere e trionfare o (come precisa il vocabolario) avere la meglio, dominare, risultare superiori. Secondo me vincere significa sapere e capire. Sapere per aver esplorato in lungo e in largo. Capire per aver scrutato nel profondo del dentro. Se impariamo a ragionar semplice, a non ingombrare il cervello di cianfrusaglie, a riassumere e sintetizzare le nostre conoscenze, vincere diventa facile. Impariamo a vincere innanzitutto contro noi stessi!
Ciascuno trova in sé il nemico più ostinato e arduo, uno che gioca sleale, che ti diventa sadico quando ciò è male e masochista quando non è bene. Ognuno vuole, in fondo, ottenere il gradimento degli altri, mentre dovrebbe soprattutto cercare il plauso di se medesimo, o meglio, se crede di esser visto dall'alto, il PLACET di Dio. Quando uno riesce a piacere a sé, piacerà anche a Dio e agli altri? Spesso queste cose coincidono? Penso di sì. Io cerco di piacere alla mia coscienza, all'entità che sta sempre con me, che più mi ama e più soffre dei miei errori. Dunque non devo sbagliare, cosa difficile, e per sbagliare di meno mi voglio addestrare a ciò. Per giungere a non sbagliare bisogna diventare severi con noi stessi: niente indulgenze, niente compromessi, niente disonestà. Un esempio. Qualora uno si convincesse che fumare gli fa male – cosa non difficile persuadersi d'una tal evidenza – deve decidere di comportarsi di conseguenza. Deve smettere. Il nemico di cui parlavo prima cercherà di portarlo fuori strada. Obietterà che… puntini, puntini. Bisogna resistergli, non assecondarlo e vincerlo codesto nemico interno dagli argomenti pretestuosi. VINC. Questione di coerenza. Se sbaglio a fumare, non devo fumare più; meglio se non avessi mai cominciato.
Tizio si è sposato, ha sottoscritto un contratto d'amore con una donna. Tizio deve sapere che la fedeltà fa parte della lealtà, che è tutt'uno con l'onestà. Se ha qualche riserva su ciò, non è maturo.
Se tu, giovane, non riesci bene a scuola, non devi attribuirlo subito a scarso intelletto. Prova ad organizzarti meglio e comincia così: la sera a letto prima di addormentarti ricostruisci quella poesia che non hai imparato bene, pensa a quella regola di matematica che resiste al tuo comprendonio. Insomma, vai a letto prima e ogni sera riassumi le cose imparate. VINC! Vedrai che progressi. Se pensi alle ragazze… Se voli con la fantasia… cose liberatorie quanto giuste e umane… cui spetta una parte, soltanto una parte del tuo tempo prezioso...
Pensare significa già mezzo capire. Organizzare i propri pensieri. Meglio lo si fa, più avanti porta. I pensieri mettono in rapporto i ricordi, le nozioni. Più nozioni si hanno, migliore sarà il nostro consiglio, temperato di prudenza. I dati a disposizione per ragionare stanno nei cassetti della memoria.
Facciamo un esempio. Se di una persona ricordo solo che s'è sposata a vent'anni – l'età giusta – non saprò mai bene quanti anni ha, gli anni non sono mai gli stessi, ogni dodici mesi se ne aggiunge uno e si perde il conto. Però se io rammento che si è sposata a vent'anni e che è del 1943, allora saprò sempre la sua età, quanti anni di matrimonio e la presumibile anzianità dei figli. Mi baso su un dato invariabile.
Così le letture: possono essere scelte e ben mirate oppure casuali. Le opere di fantasia non istruiscono con dati invariabili sempre utili. Tutt'altro! Viceversa la Bibbia, la Storia, i dati scientifici, la mitologia grecoromana e i poemi omerici, i Classici sono punti fermi. Tornano sempre utili e attuali.
Esistono letture divertenti e dolci musiche caratteristiche del nostro bel tempo giovanile. Nulla contro di queste. Soltanto sono transeunti, poche si salveranno dall'oblio. Invece i capolavori eterni torneranno sempre di moda. Virgilio, Polibio, Dante, Mozart e Beethoven, Pascoli e Puccini commuoveranno i nostri nipoti, quand'anche a noi rimanessero sconosciuti.
Poiché lo scibile risulta vasto e in parte noioso, occorre selezionarlo certamente, ma guai a rifiutarlo in blocco per sostituirlo con futilità e sciocchezze. Forse una bella storia d'amore ci delizia. La sappiamo inventata e tuttavia non riusciamo a staccarcene! Va bene. Concessa per il tempo libero, per le vacanze, senza dimenticare che la Storia, quella vera, ha tante vicende non meno interessanti da proporci. Tutte autentiche, esemplari, utili alla nostra vita.
Si obietterà che così facendo diverremo dei sapientoni, pedanti, insopportabili agli altri. Un rischio da non sottovalutare. Gli altri sono pronti o a disprezzarci per i nostri limiti o a odiarci per le nostre superiorità. Vale il discorso di prima. Noi ci amiamo, vogliamo piacere innanzitutto a noi, ergo cercheremo di sapere il meglio. Poi riusciremo pure a mascherare sia i limiti, sia le “mostruosità” che ci differenziano da chi non vorremmo allontanare.
Il gradimento degli altri giunge sempre inatteso, tanto più incondizionato quanto meno cercato. Niente esibizionismi! VINC è solo per noi, mai contro gli altri. Evitiamo di provocare l'invidia altrui, cosa dannosa, cerchiamo l'ammirazione nostra, che non ci crea sensi di colpa.
Questo libro contiene consigli per vincere al gioco. Dirò enfaticamente che NIKE la Vittoria alata ci sorriderà più spesso quando sapremo adottare gli accorgimenti necessari. Essa ci bacerà la fronte “cinta di alloro”. Agli altri sembreremo i beniamini di una fortuna impazzita per noi: per far tacere l'invidia dovremo talvolta ammettere che ci è andata troppo bene e commettere volontariamente qualche errore, da cui emerga una limitatezza umana.
Qualora non riuscissimo subito a migliorare, affidiamoci alla pazienza e all'esperienza. Ricordiamoci di rivangare, analizzare e riassumere. Vincere in certi giochi risulterà importante relativamente, perché giocare rimane sempre un passatempo, ancorché venissimo giudicati proprio da come giocheremo.
Ove certi accorgimenti fossero applicati allo studio, al lavoro, alla vita, allora sì, VINC tornerà utile.


Uno dei settanta problemi di scopa:

Primo si trova in tavola le carte sotto riprodotte e in mano due re, donna, 4, due 2 e tre 3.

Decide sui due piedi per la presa con la donna di Quadri, ha il quattro di Cuori, ma il Parista fa scopa col 4 di Picche. Terzo avrebbe il 4 d'oro, ma con tre donne si sente più sicuro e ferma con quella di Fiori. Successivamente gioca il suo 4. Purtroppo Primo non può approfittare di questo e, alla fine, si rammarica dei cinque punti persi.
Domanda: anche Terzo ha motivo di pentirsi e di rammaricarsi?
RISPOSTA__________________________________________________________________________________________________________________ SOLUZIONE: di rammaricarsi, forse, di pentirsi no. Lo scopone deve basarsi sulle certezze, non sulle ipotesi. Primo poteva aver sbagliato anche più gravemente di così. Perché non prendere il 2 o rischiare meglio facendo 6/4/10?

E S E M P I D I E N I G M I S T I C A

T R I S E N S I


APPRENSIONE
Stavo raccogliendo il xxxxxxxxxxx
di carbonato di bario, quando ecco
la radio dà la funebre notizia.
Mi son xxxxxxxxxxx al Consolato
di Colombia a saper dell'incidente
capitato stamani a Bogotà.
Un Convair pare là xxxxxxxxxxx.
Temo che sopra ci fosse il mio papà.


Conchiglie fossili (8)

Eran Cefalopodi,
O nipoti di Lot,
I discoli che vengono…


Badate a lui, donne! (9)

Ha un vago collega
E presiede al viscerale,
Bel tipo divertente…
Ma che presto scompare!


AFFERMAZIONE

In mezzo al rigo, xx, proprio lì
Xx trova il xx.


CON MOLTE COPPE CALCISTICHE (2)

Ha una targa prestigiosa, a me, nota:
è un gran… qualcosa!


IN FACCIA (5)

Quando non dico il vero \ sempre sto in fondo di parola \
e la barba mi fa onore.


LA BORSA O LA VITA


Certi ricchi non fanno che xxxxxxxxx.
Cosa alquanto xxxxxxxxx
Fanno i filosofi: xxxxxxxxx.


DONI E AUGURI

Xxxxxxxx ogni vivente # xxxxxxxx si fa al cliente.
A chi li odia o li stronca # Xxxxxxxx! han da di' … romanamente.


DAL MITO ALLA STORIA

Xxx xxx già sposa di Zeus,
quando un'xxx di gran civiltà
vide iniziare l'Umanità.


NB - Il libro VINC (accorgimenti per migliorare nei giochi più diffusi) può venire prenotato presso: eugeborra@aliceposta.it o presso: redazione@ilsalottodegliautori.it


UN PROBLEMA DI PINNACOLO

Si gioca in sei, tre uomini contro tre donne. Le Donne si comportano molto bene a questo gioco e hanno già vinto una partita ai tremila punti, con due mazzi e senza jolly. Esaminiamo un attimo il finale della seconda partita.
La signora che chiameremo A precede il signor O. “O” ha commesso un'imprudenza: al momento di prendere dalla fila, non ha notato che A, con le dita, ha “visionato” le carte e ne ha riscontrate non più di quattro o cinque e poi ha scartato un ASSO. Lui, con le mani piene, si limita ad attaccare quell'ASSO ad una scaletta che non può andar oltre il cinque. Velocissimo scarta una figura e resta con in mano 7 8 9 di fiori, quattro Fanti (due F di picche, uno di quadri e uno di fiori) più tre altre carte che però non potrebbe scartare. I giocatori che seguono si liberano di molte carte. Quando tocca al maschietto che precede A, costui prende le ultime carte del pozzo e scarta un tre di picche. La signora forma un TRIS di tre e scarta un altro ASSO, uguale al precedente. “O” può pescare due carte dalla fila, ne attacca una e mette giù la scaletta di fiori, nonché i tre Fanti. Al conteggio finale gli uomini hanno vinto per cinquanta punti appena. Le compagne dicono ad A che hanno perso per colpa sua. Perché?
RISPOSTA:______________________________________________


SOLUZIONE: facile capire che la signora doveva rinunciare a quei quindici punti! I suoi avversari avrebbero perso, loro, un'altra partita per colpa di O, costretto a pagare sessanta punti, che invece ha messo all'attivo.


UNA NOVITÀ ENIGMISTICA

Forse chi ha una persona che prepara il pranzo anche per lui (Dio la benedica!) prima o dopo mangiato può dedicare una mezz'oretta alla ginnastica mentale, ossia al piacere dei Cruciverba, Rebus, Sciarade ecc. Prima fanno da aperitivo, dopo aiutano la digestione. La Settimana Enigmistica, Domenica Quiz, Orizzontali e Verticali, per citare solo tre riviste fra le tante, forniscono un aiuto alla nostra cultura generale. Anche qui sotto compare un gioco di parole incrociate la cui soluzione - che verrà data successivamente - emergerà nelle due righe in grigio. Per non apparire crudele ma innovativo ho inserito già le parole di due lettere, che renderebbero troppo facile la soluzione se le definizioni non fossero alla rinfusa. Fin qui tutto bene.
Ma per cena?
Meglio non fare come per il pranzo, sia perché si rischia di finire il settimanale prima che esca il successivo, sia perché la Televisione ci offre Scotti con il suo Passaparola, e Amadeus con la sua Eredità. Quest'ultimo Telequiz presenta una novità degna di segnalazione. Pena il dimezzamento della cifra che si è accumulata a scapito degli altri concorrenti, il sopravvissuto deve indovinare la sesta parola che collega tra loro le cinque, scelte tra altrettante coppie. Forse spiega meglio un esempio, alquanto astruso, ma chiunque può farsene uno migliore.
CASTROCARO – SANREMO \\ DUCATO – FIORINO \\ CALCIO – FOSFORO \\ LETTINO – BANCONE \\ PATATA – BIETOLA.
Ghigliottinando una parola su due, restano Castrocaro, Ducato, Calcio, Bancone e Bietola. In questo come nei consimili casi, esiste un trucco per individuare la sesta parola: bisogna studiarle non tutte cinque insieme, bensì tentare il collegamento fra due. Leggendo qui sopra si è pensato inevitabilmente a Festival e a Festivalbar. Qualcuno avrà scartato Festivalbar, pochi hanno pensato al Ducato di Bar, però il bancone esiste nei bar e la bietola si può chiamare tranquillamente bar-babietola. Inoltre, siccome al bar si parla molto spesso di calcio, la soluzione è BAR.
Poiché lo spazio lo consente, aggiungo il mio ultimo trovato:
CANTO – GALLO, BRUTTO – BELLO, DOSE – POZIONE, ETTORE – ACHILLE, SEGNALE – SIMBOLO. Decapitiamo le coppie in modo che restino solo le seconde e pensiamoci su! Lo so che sembra difficile, ma forse prossimamente si troverà la soluzione senza fatica. Due parole possono venire accettate.
Aggiungo a tutto questo uno dei miei cosiddetti trisensi:
MENTRE NELLA SENNA //^\\ PROCURAN PESCI GLI XXX Al BEL XXX DI MAUPASSANT //^\\ CHIEDONO PIU DONNE: “M'XXX?” Nessuno s'offenda se do la soluzione che è AMI.

© 1992 Eugenio Borra




DONI AL VENTO

Un aquilone leggero
a scacchi gialli e viola
con code verdi e rosa,
palloncini di ogni colore,
la bandiera dell’ONU azzurra e bianca,
vento, possiamo donarti.

Fra dita d’aria prendi la bandiera,
sventolala sui campi,
sulle fabbriche, dovunque.
Prendi i palloncini
E mescolali in festa.
Prendi l’aquilone
E guidacelo su valli, su calanchi,
tra le alture scolpite trasmigrando
dagli Oceani liquidi
ai Massicci granitici.

Ma se vuoi di più
i pensieri migliori possiamo donarti.
Portaceli in alto, in alto.
Purificaceli con il tuo soffio,
prima di sussurrarli
ad uomini capaci di ascoltarli.
Sussurra i pensieri
intesi a non far nulla “della cagna”
a sopprimere pasticci,
a reprimere bisticci.
Sussurra sapienza, comprensione, pazienza
austerità, coscienza.
Traduca il capir buono
Il tuo sussurro in suono.



LUCE ASTRALE

Il quadro stupendo, rossastro
- il cumulo viola più lento
cangiante si stempera al vento -
stagliandosi i monti sull'Astro

enorme, arancione, si oscura...
La Luna color della calce
risplende ora, piena la falce:
dà luce, la luce perdura.

Compare la Stella polare
e il vento, con nuvole in corsa
sgombrate dal carro dell'Orsa,
occulta la luce lunare.

Ma l'Espero e Sirio e poi Giove
ne danno altra poca tra i varchi
lasciati nel cielo dai carchi
girovaghi nembi. Ma piove?



LE COSE PARLANO
(HAIKU)

La povera U:
- Lo so, non mi gradite
ma vi prego, non toglietemi dall'uno,
lasciatemi nel blu
e nell'ulivo // a lungo vivo.


L'€uro
allo ¥EN

- Zefiro ed Euro
con centoventi venti
e adesso anch'io.

- Pensa un po' tu,
se almeno i venti cent
fossero blu!

- I dieci cent
in lega di cobalto,
li conieranno?


Il pallone dei Mondiali:
- Fatemi azzurro
con Continenti verdi
e Poli bianchi.


Il buio:
- Inutilmente
fiammeggia il tuo tramonto.
Io già t'avvolgo!



Il golfo del Bengala

Mondo sconvolto
Duecentottantamila
Povere vittime.


La zolla indiana

Nello spostarmi
Ho aperto una fessura
Mare sul magma…


Il maremoto

Chiamatemi tsunami
Onde nel porto, furia, dieci metri
Oceano sconvolto.


Il Pianeta blu

* Blu su, blu giù
Verde, bianco, marrone
Contemplazione.


Un piatto di un menu…

Ma che delizia
Ortiche al naturale
Per masochisti.


CIRCO

I trapezisti
Triplo salto mortale
Sfidano il vuoto.


IN FINE

I nostri conti quadreranno, i nostri canti echeggeranno.
Infine sapremo. Infine vedremo.
Una gran curiosità ci verrà tolta.
Finiremo a casa della causa dei nostri mali.
Oppure vedremo la Cagione di ogni bene.
Verificheremo ch'era vera la Rivelazione.
Quando la Salvezza riposerà in noi coi Beati?
Allorché ci spiegheremo tutte le cose.
Ritroveremo chi ci ha preceduti, attenderemo i nostri posteri.
Arrossiremo per le cattiverie ingiustificabili.
Le cose giuste, magari dimenticate, ci circonderanno.
E chi pregò per noi ci abbraccerà commosso.
I conti di tutti quadreranno, i canti risuoneranno.
In fine. I n f i n e .


E, per concludere, un po' di PAROLE CROCIATE... Il file è in PDF e si può stampare.

Per contattare direttamente l'autore:

Homepage