Simona Bertocchi

Simona Bertocchi è nata nel 1968 nella bellissima Torino, vive in Toscana, a Montignoso in provincia di Massa Carrara.
Per necessità lavora nel settore del turismo, ma l'altro “mestiere”, quello vero, è scrivere, attività che avverte quasi come un bisogno primario. Appassionata di viaggi, di danza orientale, adora ricercare antiche ricette,divora libri, ama la poesia inglese, si entusiasma per i film in bianco e nero e balla il tango.
Organizza eventi letterari tra cui presentazione di libri in Toscana e manifestazioni artistiche. Collabora con importanti associazioni culturali nazionali e con il museo Ugo Guidi di Forte dei Marmi http://www.ugoguidi.it/ per il quale unisce la sua poesia alle creazioni di prestigiosi artisti.
Ha pubblicato diverse opere letterarie e poetiche. Tutte hanno ottenuto buoni riconoscimenti in concorsi nazionali e internazionali e sono state bene accolte dalla critica e dai media.
Il suo indirizzo e-mail: info@simonabertocchi.it
Il suo sito internet ufficiale: www.simonabertocchi.it
La sua pagina Facebook: http://www.facebook.com/simona.bertocchi
Il suo blog: http://simonabertocchi.blogspot.com/

Ha sempre voluto associare la cultura con l'impegno e quindi con onore ha moderato e coordinato eventi quali:
- L'Italia è un paese per donne? ( incontro di diverse realtà femminili del territorio ) a cui hanno partecipato donne impegnate nella politica , nel sociale, nella sanità e nell'istruzione.
- La corsa verso il mare (libro di Roberto Rubens Noviello) per fare conoscere la tragedia umanitaria che si consuma tra il popolo Saharawi attraverso gli occhi di un maratoneta.
- Un'estate con il mostro: vivere, piangere, ridere con la sclerosi multipla (libro di Fabrizio Sparta).

Pubblicazioni:
“La fuga”, 2006, ISBN: 88-7587-299-6, Editore Medimond Srl
“I colori di Venere”, 2008, ISBN: 978-88-6185-676-9, Gruppo Albatros Il Filo
“Anime sfregiate”, 2009, racconto pubblicato nell'antologia “Un'estranea partecipazione”, Fermenti Editore
“Anima nuda”, 2009, ISBN: 978-88-6396-053-2, Giovane Holden Edizioni
“ Lola Suárez” 2011 ISBN: 978-88-6396-165-2, Giovane Holden Edizioni

Le presentazioni dei suoi libri sono avvenute in tutta Italia, tra Palazzo Graneri della Roccia a Torino , la libreria Edison di Livorno, il teatro Ouverture di Roma.

Le opere di Simona hanno ottenuto numerosi riconoscimenti e premi in tutta Italia

I Media che si sono occupati di lei:

- - Martina Rossella, dicembre 2008, su quotidiano.net (La Nazione, il Giorno, il Resto del Carlino);
- - Gianluca Mazzini, trasmissione Mediaset “Il Leggio” di rete 4 condotto dal giornalista Gianluca Mazzini, 2008;
- - trasmissione “Libri Oggi” su piattaforma Sky, 2009;
- - rivista culturale toscana “ Living Tuscany” ( novembre 2009);
- - Radio Montecarlo ( trasmissione di Luisella Berrino)
- - Radio Centro 95 d Roma
- - Radio popolare Nertwork di Carrara e
- - Radio Italia 1 di Torino.

Collaborazioni :
Per anni ha coordinato i salotti culturali estivi per il Comune di Montignoso ( Massa Carrara) , un mosaico di arte, cultura e dibattiti,
Oltre agli spazi da lei creati, coordina manifestazioni artistiche e presenta libri per altre associazioni e piccole case editrici per le quali redige anche recensioni.
È spesso ospite di Contatto Radio Popolare Network ai programmi di Maurizio Castagna. Ama le contaminazioni artistiche al punto d'avere più volte unito la sua poesia e opere di altri artisti: la scultrice Lucilla Gattini, la pittrice Maura Jasoni, la fotografa Gisella Molino, il pianista Giuseppe Di Piazza, il psicoterapeuta Stefano Mazzacurati.
Nel marzo 2011 con le artiste Maura Jasoni e Lucilla Gattini, hanno dato vita all'evento “ Cantate Ninfe” , poesia , scultura e pittore presso il museo Ugo Guidi e in esposizione all'Hotel Logos di Forte dei Marmi,

Giornalisti, scrittori e artisti che hanno recensito le sue opere:
Lucilla Gattini , scultrice , che ha scritto la prefazione al suo ultimo libro “Lola Suarez”.
Gianluca Mazzini (trasmissione “Il Leggio” su Mediaset);
Martina Rossella (Quotiniano.net);
Andrea Menaglia (trasmissione “Libri Oggi”, piattaforma Sky);
Christian Floris (trasmissione “Se scrivendo”, “Viva l'Italia Channel”, piattaforma Sky)
Raffaello Bertoli (scrittore, giornalista e Presidente del “Premio Internazionale Carducci”);
Maurizio Meggiorini (scrittore e poeta che ha scritto la prefazione a “Anima Nuda”);
Donato di Stasi (scrittore che ha recensito il racconto “Anime Sfregiate” all'interno dell'antologia “Un'estranea partecipazione”);
Stefania Grossi; Marzio Pelù (per gli articoli su La Nazione);
Daniele Miseglia e Angela Maria Fruzzetti (per il periodico La Parola);
Francesca Torregiani (per l'articolo su rivista mensile Living Tuscany di novembre 2009).

Per i navigatori di Carta e Penna ha scelto:

LE PAROLE

Quante ne ho sbucciate,
quante sono rimaste strozzate in gola,
quante ne ho sputate via.

Alcune le ho vestite a festa
e fatte risplendere,
altre le ho messe in un angolo
in abiti logori e scuri.

Le ho fatte volare,
avvolte dal tuonare della voce
o ben custodite in un silenzio gonfio
in cui guizzavano dentro.

Le ho usate per placare la follia,
mi hanno portato in strade senza ritorno
senza farsi più trovare,
hanno custodito ricordi
tra il tepore dei pensieri
e sono state il giaciglio
di tormenti e passioni.


OCCHI

Guardano orizzonti dilatati
e scorgono quello che non c'è.

Si riempiono di luce,
si imbevono di colori,
si annebbiano di rancori,
si coprono di gelo,
si bagnano di pioggia,
si agitano tra i ricordi.

Muti,
trattengono parole,
mentre le lacrime
bagnano sogni sgretolati.


BRANDELLI DI ME

    

Sono stata così a lungo infilzata
tra le pieghe della tua anima,
che uscendone
ho lasciato brandelli della mia.
Scivolo via,
stringo forte la mia parte,
esco da te
con le radici ancora grondanti.


UNO DI QUEI BALLI LENTI

Lo vedi ?
Sono stanca,
mi piove dentro,
non ho più riparo,
questo cammino mi ha svuotata.

Tu sollevami
e fammi ballare
uno di quei balli lenti.
Tienimi così
vicina alle tue ciglia,
alle rughe del tuo viso,
voglio scendere nel tuo sguardo
e chiudermi dentro,
mentre tu mi respiri addosso.

Lo vedi ?
Ho un sorriso amaro,
gli occhi lucidi che però non piangono,
la malinconia si aggrappa dentro
e stringe i pugni.

Tu sollevami
e fammi ballare
uno di quei balli lenti.
Tienimi così
vicina alle tue ciglia,
alle rughe del tuo viso,
voglio scendere nel tuo sguardo
e chiudermi dentro,
mentre tu mi respiri addosso.

Balla in silenzio,
non fare rumore,
non spaventarmi l'anima,
lascia che il cuore ti riconosca.


PER AMORE DI SHELLEY

Il fulcro del festeggiamento era il chiccoso ristorante “Gargantua” sotto i portici di Ferrara. Dopo più di vent'anni, la quinta b del liceo linguistico Magellano, annata 1988, si dà appuntamento nel periodo di Natale.
I personaggi migliori e peggiori di quella classe sono intorno al tavolo agghindato per le feste: Laura, la bionda più ambita ai tempi del liceo, devota al botulino e al tacco dodici; Ferdinando, che, nonostante siano passati molti anni, ancora non si separa dai suoi maglioni di cashmere e dagli occhiali dalle montature eccentriche; Serena, che, a dispetto del suo nome, viaggia con ogni sorta di antidepressivo e ride a comando; Giovanni, con in mano l'Unità e un sorriso gioviale dentro una barba ormai grigia; Lorenzo, che, invece, non molla il Sole Ventiquattrore e si esprime ancora dando pacche sulle spalle come usava fare da ragazzo; Angela, che ora dirige una televisione privata e sembra non capire quando uscire dal ruolo di lady di ferro, sempre rigida e attenta a tutto.
Si scrutano imbarazzati a scorgere con curiosità e compiacimento i segni lasciati dal tempo che ha stropicciato le loro vite borghesi ben piegate. Mentre si buttano sulle tartine colorate e ingollano prosecco ghiacciato, gli ex compagni recitano la parte di chi, nonostante i colpi bassi del destino, è riuscito bene nella vita. Basta qualche bicchiere di troppo e una risata liberatoria per far cedere le barriere.
- Le tue bambine sono assolutamente meravigliose, - dice Angela guardando le foto di Lorenzo aiutata da spessi occhiali. Il vizio di evidenziare le frasi con leziosi “assolutamente” se lo porta dietro dai tempi del liceo e ormai nessuno le fa più caso.
- Adesso sono con la mamma, ci siamo separati due anni fa. -
Cala il silenzio, abbassano lo sguardo pensando a quanto Lorenzo fosse innamorato della sua Anna. Se li ricordano tutti: sempre mano nella mano, occhi negli occhi, appassionati, scalpitanti di vita. Erano una coppia invidiata, soprattutto dalle ragazze della scuola, che speravano di vivere un amore come il loro. Ferdinando toglie tutti dal disagio cambiando argomento e racconta le difficoltà di gestire un'azienda nel periodo della crisi; Giovanni, invece, si lamenta di non riuscire a trovare lavoro. Parte un'accesa discussione politica: il classico destra contro sinistra. Si parla d'ideali, di dubbi, ci s'incazza, ci si sdegna e s'ironizza. Sembra di ritornare ai tempi dell'occupazione e degli incontri al solito bar sotto la scuola. Serena ride con gli occhi tristi e si tocca continuamente i capelli, tutti si chiedono se è con loro.
Laura osserva il cellulare ogni due minuti e fa intendere una relazione clandestina. Ha sempre vissuto legami complicati, forse volutamente complicati. Se la ricordano tutti come l'amante di un uomo molto più grande di lei, oppure musa ispiratrice di un incompreso artista e ancora la donna misteriosa di un semi-conosciuto personaggio della televisione. Faceva tenerezza Laura, dentro l'involucro rosa shocking batteva un cuore pronto a rompersi in frantumi.
- Ve la ricordate la Danieli ? - dice Serena. Il nome della professoressa d'inglese li strattona da altri pensieri e regala un tremolante momento di malinconia.
Virginia Danieli non poteva che fare la professoressa d'inglese. Rappresentava alla perfezione lo stile british, parlava con il mento rigido muovendo appena le labbra sottili, indossava cappottini color pastello, beveva cherry e amava la poesia di Percy Bysshe Shelley.
Tutte le mattine arrivava a scuola sulla la sua bicicletta rossa con un romantico cestino in vimini tutto fiocchi e fronzoli; la parcheggiava vicino alle automobili degli altri insegnati, controllava il suo look allo specchietto e passava sulle labbra sottili un velo di rosa, poi un'ultima sistemata al cappottino di Chanel, l'immancabile foulard di seta e saliva composta le scale dell'edificio

. Dietro la cattedra spiccava la sua capigliatura rossa tutta cotonata e i suoi enormi occhiali. Quando entrava nelle stanze della poesia, nell'anima dei versi, tra i pensieri dei poeti, i suoi occhi sembravano ancora più grandi e luminosi, ingoiavano tutto, si velavano di gioia incontenibile, la voce saliva, la gestualità si accendeva, era felice. Ovviamente per i ragazzi era una fantastica fonte di scherzi e prese in giro.
- E il chiarore del sole abbraccia la terra/ e i raggi della luna baciano il mare. / Per che cosa tutto questo lavoro tenero/ se tu non vuoi baciarmi ?- recita Giovanni. - E vogliamo parlare di Ode to the west wind che mi ha causato traumi per anni ?- dice ridacchiando Laura.
- Shelley era un concentrato di strazio, - sgrana gli occhi Giovanni, toccandosi la barba ispida.
- Non dire cazzate! - dice Serena che improvvisamente sembra destarsi alla realtà. - Percy Bysshe Shelley era poeta dentro, un anticonformista, un idealista autentico, un attivista politico, - dice Serena imponendo senza volerlo l'attenzione su di sé. - Quell'uomo andò contro la famiglia conservatrice, contro la Chiesa, contro le istituzioni inglesi, contro la società, altro che strazio!
Un letterato che scrive “Necessità dell'ateismo” e lo divulga nel rigido college di Oxford, che ovviamente lo espellerà, non è uno strazio!
Le sue poesie così grondanti di vita, gonfie di amore, dense di passioni vissute fino in fondo, i suoi viaggi avventurosi, le sue amicizie tra filosofi, artisti e gente del popolo, non sono strazio! Andatevi a rileggere “ Trionfo della vita”, non è strazio, cazzo, non è strazio!
Si guardano perplessi e sorpresi. L'impeto di Serena, quello sguardo altrove eppure così attento, intenso e la voce che avvolge le parole per dare loro vigore, stupisce tutti.
- Chissà che fine ha fatto la Danieli? - emerge titubante la voce di Ferdinando che gioca con la mollica di pane sparsa sulla tovaglia, è imbarazzato come gli altri per la reazione accesa dell'amica.
- So che è rimasta vedova qualche anno fa, - dice Angela senza mostrare troppa emozione.
- Non sapevo fosse sposata, - si stupisce Giovanni aggrottando la fronte.
- Si è sposata l'anno successivo al nostro diploma, lo so da mia madre - dice Serena.
- E chi se l'è sposata quel frigorifero? - chiede Laura sempre controllando il cellulare. - Era tutt'altro che gelida. Quando andavo a casa sua per prendere lezioni private d'inglese, Miss Danieli mi apriva la porta con il grembiule sporco di colori a tempera, dipingeva sempre, e inoltre curava una piccola serra con ogni sorta di fiore, - dice Serena con il pensiero dentro quella casa.
- Suo marito era Antonio Alberti, - continua.
- Lo scrittore scomparso? - dicono tutti in coro alzando la testa.
- Esattamente, - dice Serena con un soffio di voce.
- Cazzo, se l'avessi saputo le avrei consegnato il mio manoscritto.- Il cinismo di Ferdinando si confonde con la discussione sui prossimi saldi o con il problema delle ferie ridotte. Dopo gli ultimi brindisi, gli ex ragazzi della quinta b si salutano promettendosi, senza troppa convinzione, di rivedersi. Ognuno si chiude dentro il proprio cappotto, si abbottona nella sua vita ingombrante e prende direzioni diverse.
La luna avvolge d'argento le forme di quella città elegante, s'insinua tra i vicoli, nei palazzi di pietra, sui tetti delle case.
- Sei pallida perché sei stanca di scalare il cielo e fissare la terra … .- mormora tra sé Serena citando Shelley.
Sotto i portici si concentra l'odore del fritto che esce dai ristoranti, le vetrine scintillanti ammiccano ai passanti, musiche natalizie si diffondono in ogni angolo, gente infagottata si stringe sotto braccio e cammina sghignazzando: è la scena natalizia di ogni anno.
Accanto alle chiese illuminate, coperti da spessi cartoni, con il naso rosso e lo sguardo umido, ci sono i barboni che tutti in città conoscono: Zorro, la Callas, Garibaldi.
Serena porta loro qualche coperta di lana e dei dolci.
- I dolci portali all'ultima arrivata, la professoressa. Io preferisco il vino. -
- Va bene Zorro, domani vi porto due bottiglie di vino, ma chi è questa professoressa? -
- Sta all'angolo di fronte al teatro, vende quadri e fiori secchi. Ogni tanto la sera ci viene a trovare e legge le poesie di un inglese, - dice Zorro, è sdentato e fatica a parlare.
Serena saluta quei personaggi e si allontana incuriosita di conoscere l'anziana insegnante. All'angolo, di fronte al teatro, c'è una donna minuta stretta in un vecchio cappotto di Chanel, ormai malridotto, ha un foulard al collo e dei guanti rosa. Serena si ferma, mette a fuoco la figura, e, man mano che si avvicina alla donna, il cuore accelera i battiti.
Lo sguardo che la professoressa le rivolge è lo sguardo più bello che abbia mai ricevuto, è l'emozione più pura, è l'amore, è il dolore, è la gratitudine, è la dignità: sentimenti che si muovono liquidi negli occhi azzurri dell'anziana aperti su Serena.
- Miss Danieli ? -
- Serena. Che Dio ti benedica !-


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