Franca Beni ha partecipato con successo a numerosi concorsi ed è presente su diverse antologie.


Per gli autori di Carta e Penna ha scelto alcune sue poesie:

Quando tornerò ombra

Quando tornerò ombra
e ancora mi vorrete ritrovare,
non cercatemi fra sfarzi e piaceri,
non cercatemi nei frastuoni del mondo
e neppure in ginocchio agli altari.

Cercatemi nel vento
che fa vibrar canneti,
cercatemi fra l'erba, la rugiada,
nel nido di ogni rondine migrata,
nei campi del sapere,
ai piedi di ogni tronco,
sull'onda, sullo scoglio.

Cercatemi fra eriche e viole
e lì, sulle pareti
delle vecchie mura,
dove i ragazzi incollan poesia
e, seppure imbrattando,
lascian tracce d'amore.


Tanto scrivo per me

Tanto scrivo per me
da non esser poeta.
Se qualcuno potesse capire
questi strani pensieri,
io ne sarei onorata;
e se un pigro cantore
decidesse di tenerli sul becco
per posarli sopra rami del mondo,
sarei colma di gioia
nel sapere che non sono morti.


Chiedermi

Chiedermi se potessi tornare
all'inizio della propria avventura:
vorrei lasciare al caso, ti direi,
non spingere la sorte
e chissà se ancora sarei qui
davanti a una tazzina di caffé
in compagnia di una domanda inutile
dello stupido amico di sempre.


Vorrei

Vorrei essere
una calda coperta
per avvolgere il tuo morto stupore.
Vorrei essere
tutto il bene del mondo
per ridare fiducia al tuo cuore.
Vorrei essere
fedele tua ombra
per restare legata al tuo passo
quando vivi nei giorni di sole.


Lette le tue poesie

Lette le tue poesie
nel silenzio, nel buio:
quando l'anima ascolta.

La mia anima
ti ha sfiorato una mano;
ha percepito il sogno, la speranza
e tutta l'armonia dentro il tuo sguardo,
posato sopra un petalo del cuore.


Cosa sarebbe

Cosa sarebbe il mondo
senza la poesia?

"Stesso mondo" rispondi
tu, che sul finale sempre ti addormenti.
Allora cosa dire a quell'anime insonni
che di notte hanno accesso alla luna?
Che il lor tempo è sprecato?


No, la poesia non spreca mai il suo tempo:
ogni tanto si ferma
per tornare bambino.


Torna mia primavera

Torna mia primavera,
fiorisci, non guardare
questa mia fredda luna,
questa essiccata fonte.
Sboccia per margherite,
per rondini e campane,
per risa in esplosione
di vita in terra e mare.

Ignora la mia triste compagnia
in cerca di una nota, di un suo verso,
forse col tuo ritorno
ritroverò il mio ramo, la mia foglia,
forse ritornerò germoglio,
rugiada e filo d'erba

e se stasera avvolgerò il mio corpo
al tuo mantello
certa mi sveglierò con la tua luce,
come nel tempo di una verde serra.


Siamo anime perse

Siamo anime perse
in un campo di erbe rapaci,
siamo teste chinate
con le gole private di canto.
Eppure siamo qua
con vesti di valori e di speranze,
tenendo passi fuori dal pantano.

È tutto ormai accettato,
è tutto perdonato,
sparita la vergogna
un brindisi alla morte di coscienza!

Siamo acque inquinate
in fiumi di denaro e d'apparenza,
eppure sopra muschi di miserie
spunta talvolta un'onestà velata.

Dissetiamo il suo gambo,
facciamola fiorire,
verde sarà la pianta ad ogni porta.


Se il giorno s'è nascosto

Se il giorno s'è nascosto piano piano
e aperto ho il paravento a questo buio
devo sentirmi lieta, soddisfatta!
Ho visionato una parete bianca,
un albero riflesso alla finestra,
perfino un getto d'acqua di fontana,
un tetto ed un camino,
una strada vuota ed annebbiata.

Poi, stanca di viaggiare,
mi sono addormentata
dopo che un forte vento
ha chiuso anche il portone principale.


Ogni vita

Ogni vita
danza dentro le menti,
ci trasporta nei cieli
e poi verso gli abissi.

Distribuisce l'ira e la costanza,
soddisfazione e noia,
colori sfolgoranti
e immagini sfuocate.

Così viviamo
senza badare agli ospiti del giorno
e ci sentiamo vittime
e ci sentiamo soli
in questa giungla allestita in proprio.

Ma se per me
la vita
spesso resta impigliata nella tela,
sovente salta il fosso,
sparisce, si tramuta poi ritorna,
mentre l'attendo,
con la paura d'essere lasciata,
allora è un'altra vita.

Non so...
se vita vera.


Venite pure

Venite pure, anime vaganti,
se ancora avete sguardo sulla Terra!
Non abbiate timore
di questa casa della confusione,
io spegnerò ogni suono
per calarmi nel vostro silenzio.

Voi fatevi ascoltare,
eterne in noi radici
a respirare con il nostro fiato,
mentre ci accompagnate
nel silenzio degli impervi sentieri,
verso inverni di lunga durata.


Volevo raccontarti

Volevo raccontarti la mia storia,
tenerti segregato alla mia culla
come se fossi terra
e tu il mio fiore.

Volevo esser guardata
da quei tuoi occhi
complici d'amore
come se fossi d'api la regina.

Ora che pure tu cerchi possesso,
entrando a forza dentro la mia storia,
io innalzerò un muro di silenzio,
le delusioni spingerò alla porta.

Ognuno col suo volo e la sua strada.


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