MASSIMO BENA, risiede e lavora a Torino; poeta sensibile e schivo segue da anni le attività culturali di Penna d'Autore ed ora di Carta e Penna.

MAGIE SUL PO

Il respiro del fiume attraversa canneti, paludi e risaie, tra la nebbia che nasce all'alba. Lo sciabordio dell'acqua sulle sue rive, e sulle sue rive, mille storie da raccontare.
I paesi ricchi di abbazie e di castelli, le grandi cascine, ora abitate dai fantasmi. Un pittore dipinge sulla tela, il vecchio mulino che ancora resiste al destino del tempo. Un cantastorie dà voce alle gocce del fiume e sono mille leggende mai dimenticate.
Una compagnia di attori di strada, girovaga seguendo il cammino del fiume, vivendo come zingari guardiani. Tra i pioppi, distinti e taciturni, infinite varietà di uccelli che colorano il cielo al crepuscolo. Dalle sue onde, talvolta tranquille, talvolta impetuose, fanno capolino lucci, anguille e persici reali.
Al tramonto, ogni cosa torna al suo posto per poi
ricomparire il giorno a venire.
Dal Monviso alla pianura il Po, nonostante tutto,
vive ancora.

 

UN MERAVIGLIOSO MONDO

Passeggiavo una mattina tra gli alberi
di quel meraviglioso giardino senza tempo,
ai margini della montagna.
Una leggera brezza estiva asciugava i teneri fili d'erba
ancora roridi di rugiada.
Ammiravo basito, i voli felici di una farfalla
dai colori screziati.
Seguivo incuriosito, le asperità di una fragile formica
nel trasportare una enorme briciola di pane.
Mi divertivo, cercando di catturare una diafana libellula
posatasi su una spumeggiante orchidea.
per poi donarle istantaneamente la libertà.
Camminando, camminando mi accorsi che stavo
inavvertitamente calpestando una tenera coccinella,
intenta anch'essa a passeggiare.
Tornai sui miei passi, sperando in una eterna fortuna.
I cantici di un grillo e di una cicale, che non vidi,
ma soltanto immaginai, mi allietarono il meriggio.
Nel verdico fogliame, intanto un bruco
si nutriva abbondantemente.
Ecco che un minuscolo moscerino, mi mormorava
all'orecchio, fiabe che non riuscivo a capire.
Nello stagno, poco più in là, una simpaticissima
pulce d'acqua danzava, al mio contento fischiettare.
Mi colse un tramonto ametista, che osservai a lungo
in un religioso silenzio.
Mentre calava il nero profondo della notte,
una pioggia di lucciole,
accompagnò il mio ritorno...



 

QUESTA TERRA È LA NOSTRA TERRA

Questa Terra è la nostra Terra.
È la mia Terra, è la tua Terra.
Dalle montagne al mare.
Di paese in paese noi possiamo camminare,
per poi stringerci la mano.
Questa Terra vive per me e per te.
Cristiano o Musulmano.
Buddista o Induista.
Ricco o povero.
Fanciullo o anziano.
Nero o bianco.
Donna o uomo.
Questa Terra è la nostra Terra.
La rosa colta ieri è giovane, ancora.
Intorno all'arcobaleno, cantiamo
lodi alla pace e alla gioia.
Si è creata per te e per me.
È la mia Terra,
è la tua Terra.



ANIMA ABBANDONATA

Amo la tua anima,
vuota e abbandonata,
devastata, deturpata.
L'eco di reminescenze ancor ti riveste...
Abitata da ombre e fantasmi,
più non parli,
sussurri al crepuscolo a te fraterno.
Amare lacrime,
nelle crepe profonde.
Vinta, ma forte,
hai fermato il tempo...
Splendida nella tua solitudine.



IN BALIA DELLE CORRENTI

Immutati ponti sospesi,
mutevoli amori saturi.
Misteriose maschere vagano
nei rarefatti vicoli
di città decadenti e caotiche.
Fuoco segreto
in perenne abbandono,
completo dominio del nulla.
Il passato è futuro
il futuro è passato.
Simulacri muti
alla ricerca
di un nimbo mai conosciuto.
Eteronimi,
in balia delle correnti.
Improbabili barche
per improbabili asceti,
nello sciabordio dei giorni inutili.


DIGNITA'

Sarò senza braccia,
senza gambe.
Senza bocca per parlare,
senza occhi per guardare.
Non avrò cervello per pensare,
non avrò cuore per soffrire.
Sarò un filo d'erba tenue e pencolante,
in balia delle intemperie.
Sarò un filo d'erba
in mezzo a tanti fili d'erba,
ammassati e distanti.
Camminerò nel vicolo dei sogni infranti,
correrò per quei sentieri scoscesi e perigliosi,
non vedrò più quel cielo dai colori screziati,
il nome mio nell'oblio delle ore immobili.
Lasciatemi un briciolo di dignità.
Lasciate gridare la mia dignità.



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