GUIDO BAVA, poeta, scrittore, commentatore e critico letterario, vive ed opera a Biella.
Suoi articoli di cultura, attualità e costume appaiono su testate nazionali e zonali.
Ha pubblicato diversi libri di

Poesia:
La Valle del Cuore - Amore, gioia e malinconia per un inno alla vita - Con amore, passione e nostalgia - Na neuva primavera (piemontese) - Oltre l’orizzonte, verso levante - Hippokampos - Poesia ëd ca nostra (piemontese) - Vers sensa pretèise (piemontese) - Lapsus calami.

Narrativa:
Strane storie - Ivry - Frà Siùn - Gli gnomi contrari ed altre strane storie - Racconti elbani - Bàsure, masche e santi spiriti dei monti - Grandi storie di piccoli uomini - Nuovi racconti elbani - Gli gnomi dell’Artorto - Fantasmi.

Saggistica e cronaca: Ai margini della storia piemontese - Nostalgia Dalmata - Andavano nel Congo - “Im vis sempe...” - Piemonte in flash

I volumi di Guido Bava sono reperibili presso:
LIBRI & LIBRI - Via Vibò, 18 -Torino;
LIBRERIA DE ALESSI SRL - Via P. Micca 1 - BIELLA
LIBRERIA ROBIN - Via Seminari, 6 - BIELLA -

Inoltre si possono richiedere direttamente all'autore scrivendo un e-mail a: guidoba1@alice.it

PIEMONTE IN FLASH - Terzo volume - di Guido BAVA - 15,00 €

Terza parte di un interessante viaggio, fatto di piccoli flash, per le strade del Piemonte.

Dall'indice:
UNA CORTE DEI MIRACOLI A TORINO
IL MISTERO DI MONTALTO
GIOBATTA BOETTI EROE O AVVENTURIERO?
ALESSANDRIA “DELLA PAGLIA” E IL BARBAROSSA
I PRO E I CONTRO DI UN APPASSIONANTE DILEMMA
MARGHERITA DI FOIX, DUCHESSA DI BRETAGNA E MARCHESA DI SALUZZO
ANTONIO CUCCO PITTORE DELL’ALTA VALLE CERVO
DALL’ANTICO FEUDO MEDIOEVALE DI RICROSIO LA LUNGA GENEALOGIA DEI BAVA
UN SALTO NELL’ALTO CANAVESE
UN’ANTICA AREA MINERARIA A POSTUA E DINTORNI
STORIA DEL PRIMO TRAFORO ALPINO
E POMPEO “INVENTÒ” UNA DIRETTISSIMA DA ALBA ALLA PROVENZA
“OM SARVAI” E “SARVANOT”
PERSONAGGI LEGGENDARI, BRIGANTI E AVVENTURIERI
LA CELLA DI SAN MICHELE DI BELLINO
CON UN SANTO NEL PARADISO
LA VIA DELLA CALCE È SCOMPARSA?
L’ANTICO CONVENTO DI SAN TOMMASO IN TORINO
SUORE PITTRICI NEL ‘600 PIEMONTESE
BREVE STORIA DEL BAYARDO, CAVALIERE SENZA MACCHIA E SENZA PAURA
PERCHÉ VISITARE SALUZZO E IL TERRITORIO DELL’ANTICO MARCHESATO
IL DONKY SANCTUARY DI SCALVEIS
DEI “PORTI” SUL TANARO
IL MIRACOLO DI MONTESTRUTTO
DAL MEGALITISMO AL CRISTIANESIMO LA LUNGA STORIA DI MADONNA DELLA LOSA
DA “MUNICIPIO ROMANO” AD “ABBAZIA” ED OLTRE…
LA LUNGA STORIADI UN FIERO CASTELLO
LA CASTELLATA STORIA DELL’ALTA VALLE DI VARAITA
IL “BORGO FRANCO” DI FRANCAVILLA BISIO
POZZOLO FORMIGARO IMPORTANTE CENTRO ROMANO E MEDIOEVALE
RISALENDO IL TANARO
RISALENDO LA DORA BALTEA
RISALENDO IL SESIA
RISALENDO LA DORA RIPARIA

PIEMONTE IN FLASH - Secondo volume -

Con questo secondo volume di Piemonte in flash Guido Bava ci regala altri piccoli cammei di storia e luoghi del Piemonte.
Gli argomenti trattati nei vari capitoli ci portano a spasso nel tempo, tra leggende, storia e curiosità locali: l'autore usa un linguaggio snello e coinvolgente e sa trasmettere il proprio sapere a chi legge in modo chiaro, senza inutili ostentazioni ma con la passione del ricercatore.
Emerge chiaramente, da questo saggio, che Guido Bava ha visitato i luoghi di cui parla, ha vissuto ciò che racconta e le sue ricerche sono effettuate non solo sui libri ma sul territorio ed è proprio il fascino della sua terra che lo ha portato a "confezionare" questi flash dedicati a luoghi e usanze quale omaggio ad una regione sempre un po' dimenticata anche se ricca di storia e protagonista in prima persona delle vicende italiane.
Auspico che il lettore possa far tesoro dell'esperienza e della cultura trasmessi con questo testo, al fine di poter apprezzare meglio, ad esempio, luoghi montani quali Fenestrelle, Sauze d'Oulx o la Valle di Susa oppure le leggende delle masche o quelle degli animali mitici o, ancora, i dimenticati tesori architettonici lasciati appassire per disinteresse o superficialità e chissà che, invogliati da tanta attenta osservazione, non s'impari a vedere ed apprezzare meglio ciò che ci circonda.

Donatella Garitta
Direttore de Il Salotto degli Autori

Indice degli argomenti trattati nel secondo volume di Piemonte in flash:

Il sistema difensivo fortificato dell’antico Piemonte Occidentale
Del “Tau” e del “Tellurismo”
Storie di animali, veri ed immaginari, della storia e della leggenda
Il Ponte del Diavolo a Lanzo Torinese
Da “Ager Salassorum” a Canavese
La litolatria delle nostre antiche popolazioni alpine
Il potere purificatore delle acque, dall’antichità ai nostri giorni
La “Baio” di Sampeyre, festa occitana
La misteriosa sentinella della Valle di Susa
Alcuni eclatanti esempi di edificazione gotico ecclesiale
Gli “Spadonari” valsusini”
Tesori nella conca del Villar
Curiosità linguistiche piemontesi tratte da “Vecchio Piemonte” di Alberto Viriglio
Da “Voci e cose del vecchio Piemonte” di Alberto Viriglio
Per concludere le mie argomentazioni sull’opera virigliana
Il vercellese, terra d’acque Acque terapeutiche in Monferrato
La niente affatto ospitale “Cella delle Carelle”a Castelletto Cervo”
Sant’Euseo di Naula
Possanza, storie e bellezza attrattive di alcuni castelli piemontesi di remota origine
La città romanizzata dei Bagienni
I Caffè “politici”della Torino risorgimentale
La culla viscontea nel Vergante?
Mura diroccate, topografia e costumanza fonte di leggende o fondamento di verità
I battisteri, monumenti d’arte antica
”Quando bagna cauda est in pancione pone mulierem in cantone bibe vinum cum siphone”
La “Masca” nella letteratura piemontese
Il marchese Carlo Emilio San Martino di Parella, eroico feudatario della Val d’Andorno
Sancta Maria in Ripa Padi e San Pietro in Volpedo
“...E al vago declivio il dolce Mondovì ridente...”
Bruzolo, storia di un paese e di un trattato inutile
Graglia, terra d’acque e di storia
E il Manzoni disse...
I “Guardiani di Soglia”
Della vita e dell’opera del conte Innocenzo Benedetto Alfieri, architetto
Il simbolismo del crocicchio a tre vie
Cherasco “Urbs firmissima Pacis”
Cultualità, miti e proprietà salutari delle nostre piante
Le “capre nutrici”
Giovenale Boetto da Fossano
Le “gemme” della collina torinese
Un idrovolante sul Po
Monsù Druent, il nemico di Madama Reale
Due razioni di pane miliare: il prezzo di una vita
Sauze d’Oulx e il freestyle




Indice degli argomenti trattati:
ALASSIO NELL’ANIMA
Un raro esempio di attaccamento ad Alassio
Alassio nell’anima
Alassio ed io, l’altro ieri, dalla Cappelletta ai Cappuccini sulla via dei ricordi
Da parte di un Piemontese
Gli angoli più cari nel ricordo
Alassio ed io, l’altro ieri, nel Barusso felice del bel tempo che fu
“Arasce t’ei bella...”
Carlìn ed io
Una foto ricordo

BRICIOLE DI PONENTE
Alfred Nobel e il suo “Nido” di Sanremo
Altare e l’arte del vetro
Caccia alle streghe
Carruggi, bastione e storia a Laigueglia
Dal secolo XII le ombre dei Clavesana si aggirano ancora nei ruderi dei loro castelli
Da Dulzana a Dolceacqua
All’estremo Ponente Ligure
I castellari preromani
Il borgo fortificato di Andora
Il fascino della Gallinara
Il Santuario alassino della Madonna della Guardia
La “Chiesa in discesa” ovvero San Sebastiano in Moglio
La fortezza del nemico
La presenza benedettina nel Ponente Ligure
Le “Milizie Celesti” di Gavènola
Supenne monumenti arcaici
Ludovico Winter
L’Oratorio Marvaldiano di Vasia
Perché proprio Porto Maurizio?
Perinaldo, paese di astronomi
San Giovanni Battista in Cervo
Una piccola isola dimenticata nel Mare Ligure di Ponente
Vie marenche, sentieri dell’olio, strade del sale
A Pria a Mà
Scasasse, passaggi coperti
I polittici di Agostino da Casanova nell’Imperiese
L’acqua sorgiva di Alassio
L’importanza delle caverne nell’antico ponente ligure
Il “Principato” di Seborga
Tesori di Val d’Arroscia

POESIE
Ricordo
Amore
Alassio antica
Sera sul mare
Sogno azzurro
Lontano
Scrigno azzurro
Sera
Tramonto sul mare
Vagando sulla spiaggia
Voglia di Liguria
Alassio
Calda notte

Segnaliamo, per i più curiosi i titoli dei capitoli di Piemonte in Flash, raccolta di articoli riguardanti il Piemonte, piccoli flash, appunto, che spaziano dalla storia alla tradizione alle curiosità.



La Sacra di San Michele

Il contributo delle invasioni celtiche, germaniche e longobarde alle parlate piemontesi
Radici pagane di molteplici riti e luoghi sacri piemontesi
L’infausta seconda metà del ‘700 per le campagne piemontesi
Il toponimo “Maddalena” nella storia piemontese
Da Excintomagus a Exilles attraverso “Summitas Italici Clivi”
Il municipio romano di Karreum Potentia
L’acqua e le pietre alla base di antichi riti
Ipotetici itinerari scelti dai Cimbri per raggiungere la pianura piemontese, ammesse le teorie del Durandi e di altri storici
L’effige lignea della Madonna d’Oropa storia e scienza a confronto
I Walser, ovvero i saggi della montagna
Il Catarismo in Piemonte
Il Tuchinaggio, insurrezione popolare a carattere sociale
Padre Ignazio da Santhià, il Santo del Monte
Storia e leggenda di Aleramo, Marchese del Monferrato
Il culto popolare di San Rocco
L’importanza delle invasioni saracene del X secolo in Piemonte
L’ingiusta demonizzazione dei Cavalieri Templari e la loro presenza sul territorio piemontese
Consortili feudali nel territorio biellese
Il gioco dei “tarocchi” in Alta Valle Cervo
Antiche vie attraverso le Alpi:
Alpis Poenina o Ad Salassos - Alpis Graia, poi Romea e Francigena - Il Grande Moncenisio - La Via Coziana
Il “receptum” di Candelo
L’Abate architetto piemontese San Guglielmo da Volpiano
La leggenda dei “Pè d’oca”
Il bosco sacro dei Celti
Adelaide “Marchionissa Alpium Cottiarum”
Tre illustri architetti ed eminenti artisti alla “Gran Fabrica della Madonna del Mondovì a Vico”
Il palazzo di Uguccione, a Biella
La cappelleria biellese
Da “Ab Nonum” (lapidem) a baluardo sforzesco
La miniera d’oro più grande del mondo
Francesco Faà di Bruno, Cavaliere delle Ciabatte
I Valdesi delle valli pinerolesi
L’idroterapia nel Biellese
Abbazie storiche piemontesi








Inoltre ha pubblicato con «Carta e Penna Editore» la raccolta di racconti sui FANTASMI, una raccolta di poesie e racconti in dialetto piemontese e la silloge poetica dal titolo LAPSUS CALAMI

La prefazione dell'autore a «Fantasmi»
Se si vuole restare alla definizione di "fantasma" data dal dizionario e non preferire altre maggiormente fantasiose o scientifiche spiegazioni del fenomeno, occorre accettarlo come "immagine illusoria, priva di rispondenza reale, cosa inesistente, frutto di fantasia, chimera" invece, l'efficacia di una raccolta di racconti di spettri o fantasmi, come quella che si propone, si deve a quel "credere non credere" insito nella maggior parte di noi, quella certezza del "non esistono fantasmi" che ci fa affrontare la vicinanza di un cimitero di notte con una certa riluttanza o il canto di una civetta con un brivido. Retaggio di credenze provenienti da un lontano passato o prodotto di menti particolarmente fervide e amanti del macabro e della paura, fenomeno psichico o chissà che altro, il fantasma è e rimane il protagonista principe del racconto popolare di oggi, di ieri e di domani. Protagonista diretto di vari, inspiegabili incontri e attento e appassionato lettore e uditore di fatti altrettanto inspiegabili e paurosi, non mi sottraggo al gusto di proporre questo mio contributo al vasto panorama letterario inerente i fantasmi con il proposito sadico di generare qualche brivido e un minimo di apprensione nei lettori.


"LAPSUS CALAMI", espressione latina che significa "sbaglio della penna" commesso cioè, da chi scrive, per distrazione. Questo è quanto riportato dal dizionario anche se, nel caso presente, non si tratta di vera distrazione dell'autore, ma del suo lasciare che la penna corra sul foglio per tradurre in parole pensieri e sentimenti ispirati da particolari momenti di intima concentrazione.
Luoghi, persone, ricordi del vissuto nei paradisi marini maggiormente cari e nella valle del cuore, veri e ineguagliabili scrigni di preziosità materiali e morali da sempre e per sempre, alla conoscenza dei quali l'autore intende portare il lettore con l'umile presunzione di riuscirvi... ma, senza disturbare...



QUELLA STRANA NEVE DI PRIMAVERA

di Guido BAVA

Da ore, ormai, stavo vangando il mio orto e cercavo di dimenticare la fatica farneticando come al solito, il pensare ad altro, infatti, mi portava assai più lontano ed io mi abbandonavo al sogno ad occhi aperti dimenticando il presente e lasciando che, soltanto braccia e schiena, continuassero il lavoro.
Quel giorno però, stranamente e pur in preda a strane elucubrazioni, mi accorsi di essere irrimediabilmente stanco e decisi di interrompere nonostante fossi quasi alla fine del pezzo che mi ero riproposto di completare e spinsi la vanga nella terra esclamando : “Adesso cara mia, se ne hai ancora voglia, finisci tu o..... fatti aiutare da qualcun altro io, per oggi, ho finito e vado a fare altre cose che siano meno stancanti per le mie vecchie membra .....”
Era la prima volta che interrompevo il lavoro ma, quel giorno mi resi conto di quanti anni pesassero sulle mie spalle e quanto lavoro fosse necessario per mantenere orto e giardino. Mi complimentai con me stesso e mi avviai lungo la scala fermandomi su ogni gradino per togliere erbacce dai vasi delle fragole, ottimo sistema per salire senza tanto sforzo. Giunto in cima, mi volsi e mi complimentai per quanto avevo fatto quel giorno e mi lasciai cadere su una panchina.
Non so quanto tempo mi ci volle per riprendere fiato ma si trattò senz’altro del tempo necessario al cielo per annuvolarsi, al sole per spegnere i suoi raggi , ad una leggera nebbiolina umida di stendersi su tutte le cose; mi affrettai verso il portico afferrando gli indumenti cittadini che avrei indossato in vece di quelli da lavoro.
Mi cambiai lentamente poi, altrettanto lentamente stesi i vecchi panni per farli asciugare e, a quel punto, mi venne in mente la vanga lasciata nella terra e decisi di andare a ritirarla per evitare che si arruginisse , uscii all’aperto e mi accorsi che sulla manica si stavano posando lievi e minuti fiocchi di neve. “ Che strano ... neve al principio di maggio ? Ma cosa succede ?", dissi ad alta voce e alzai gli occhi al cielo proprio nell’istante in cui i fiocchi si infittivano e, ognuno di essi, si posava sulla mia pelle come un ago di ghiaccio. Decisi che avrei lasciato la vanga al suo destino e tornai al riparo; l’atmosfera aveva assunto l’esatta veste invernale , le prime foglie sui rami si stavano imbiancando e così i tratti di prato, il tetto del forno e quello della casa di Miro; mi colse un brivido ed entrai in casa e il freddo parve seguirmi, invadere l’intero ambiente nonostante mi fossi affrettato a chiudere la porta dietro di me. Cercai carta e legna nel cassone e mi inginocchiai davanti al camino per accenderlo ma, nonostante i miei sforzi, non ci ruscii, pareva che l’aria gelata fosse scesa anche dalla canna formando una corrente insostenibile in casa. Decisi di uscire, di raggiungere l’auto e tornare in città ma, appena aperta la porta mi resi conto che avrei dovuto sprofondare nella neve con scarpe inadatte e allora pensai di rimanere e di accendere il termosifone e tentai anche quello senza riuscirvi, infatti non c’era corrente elettrica.
Cominciavo ad essere preoccupato e pensai di telefonare a mia moglie ma, telefono e cellulare non funzionavano e, sconsolato, mi gettai sul letto coprendomi con tutto quanto mi fu possibile trovare. Stanchissimo com’ero mi addormentai e non so neppure dire per quanto prima che mi svegliassi e, preoccupato per mia moglie, mi buttassi giù dal letto e mi precipitassi al piano inferiore..... Non era più freddo gelido e. la temperatura era, invece, quella solita del principio di maggio, uscii sotto il portico e guardai il giardino : niente neve, ma i segni dell’incipiente primavera. Scesi sul terrazzo e guardai l’orto: la vanga era appoggiata al tronco del susino, la vangatura era stata completata e, addirittura, la terra appariva rastrellata e pronta alla semina....
Allora, e soltanto allora, guardai l’orologio e vidi , incredulo, che da quando avevo interrotto il lavoro non erano trascorsi più di quindici minuti, il tempo della percorrenza della scala compresa la pulizia dei vasi delle fragole......


Per leggere la continuazione del racconto ed altri racconti puoi acquistare il libro intitolato FANTASMI, edito da Carta e Penna, direttamente all'autore



Per contattare direttamente l'autore: Guido Bava

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