MAURIZIO BALBIANO, è nato e vive a Genova ed è consulente presso una società di ingegneria di Milano, è sposato ed ha due figli. Negli anni 1976/77 scrive le prime poesie, partecipando qualche anno dopo a diversi Concorsi Letterari. Ha ripreso a scrivere dal 1995 partecipando ai Premi letterari solo dal 1999. Negli anni 1999 - 2003 ha ricevuto segnalazioni e riconoscimenti in numerosi Concorsi letterari ed è presente in molte antologie letterarie. Nel 2002 ha iniziato delle collaborazioni con Riviste Letterarie nazionali; scrive anche poesie in genovese e in francese. Ha pubblicato nel 2000 nella Prima Antologia Poeti Contemporanei con la edizioni Tigullio-Bacherontius; nel 2001 il volume "Scrigno di Sogni" con le edizioni "Il Foglio Letterario ed ha in preparazione "Der Schleier Zauberich".
È vice presidente dell'Associazione Culturale "Il Club dei 17" - Genova e il mondo nell'Arte e nelle Lettere - Per i lettori di Carta e Penna ha scelto le poesie che seguono:


PALESTINA

E il sole riscalda la mano che tiene
due gocce di sogni due cerchi d'amore
che inventano invano un vecchio distratto
un ragazzo che fugge lontano
mentre il pensiero rincorre parole
e nell'aria si muove soltanto un rumore
quel respiro di vita che muove le note
per due gocce di sogni di favole amare
e sente cullare in un lago di sangue
raccolto su una terra da anni sbiadita
circondata da fili non certo sottili
che troncano la carne che strappano un dolore
per certo l'amore e' nascosto da tempo
e' solo un odore di cenere e di fumo
e anche un odore di umido e spari
e ora la voce si alza da dentro
un uomo vorrebbe distruggere il tempio
la gioia di un attimo e il pianto di chi
non vuole piu' ammettere che tutto e' rimasto
nel viso di bimbo nascosto da un semplice bianco lenzuolo
e come i colori si sciolgono nel cielo
nel volto si apre un azzurro di occhi
aperti al lamento di pianti di gente
non certo contenta
di seguire il ricordo di un bimbo
in sentieri di case e di boschi
dove si sente un coro di urla nascoste
e le onde del mare che spezzano le rocce
nel pugno di un bimbo diventato oramai uomo
e una voce continua il suo canto
su pagine inventate dall'odio di chi
non ha piu' certezze
e una carezza lasciata cadere
su due gocce di sangue
tramuta quel sangue
in un sasso
in un pugno
di terra amara.



...IN FONDO AL BICCHIERE

Ho visto un uomo conquistare piloni
mentre regalava a tutti bestemmie
cercando solo di arrivare in fondo
e il viale sarebbe stato tutto quanto suo.
Ho visto un uomo raccontare storie
mentre tutti gli passavano attorno
cercando solo di arrivare in fondo al bicchiere
per sentirsi come un gran poeta.
Ho visto troppa gente raccogliere pietre
per riuscire a riempire tutto il mare
mentre il tempo scivolava vicino
scrollando via la polvere delle fiabe.
Ho cercato di vedere tutto
mentre con altri cercavamo vino
oppure volevamo un dolce sorriso
per sentirci più belli più degni di amore.
Ho visto un uomo camminare piano
mentre voltava le spalle al sole
raccoglieva l'ultima volta l'anima
per regalarla al suo uccisore.

Sono riuscito a vedere quell'uomo
cercare di aprire una cingolante porta
con la speranza di ritrovare qualcuno
e ritornare a vagare in un dolce silenzio.



L'ULTIMA CANZONE

LIBERTÀ non è una strana cosa
che è morta su quei visi troppo silenziosi
non è neanche la maledetta voglia
di veder volare un aquilone.

LIBERTÀ non è che un po' di sangue
sparso attorno a quel corpo silenzioso
non è neppure quell'urlo di rabbia
per quell'incredibile rumore.

LIBERTÀ non è certamente
un articolo rosso di giornale
e non è neanche quel sano timore
oppresso dalla voglia di rlare.

Libertà è solo un ragazzo ucciso
per aver voluto dire una ragione
ma la ragione è quella del più forte
e tutti gli altri dentro al polverone.

Se LIBERTÀ è solo questo
allora cominciamo a regalare
la rabbia che viene da dentro
e che in un sorriso si può dare

la rabbia per quel corpo troppo freddo
e la nostra immensa voglia di cambiare
la rabbia per un sogno troppo giovane
e la mia insana voglia di cantare

la mia ultima canzone.


SOGNO

Seduto davanti alla mia vita
rivedo alberi colmi d'amarene proibite
e subito prese e mangiate
da non poterne staccare più
dai rami
giornate dove il sole bruciava
le mani
attaccate all'ultimo filo rimasto intatto
fatto di attimi
giocati per catturare
in tutti i modi quella carta proibita
quel mazzo perduto
e mai più cercato
sprazzi di verde
dove venirci a morire
per una voglia d'amore nascosta
dietro maschere di serietà pagata
a caro prezzo
e rumori di voci
scontente dall'odore di mare
che comincia
a riempire spezzoni di attimi
passati a volare
dietro parole inventate
con quel mormoria
di battute incomprese
di bambini che continuano
a mangiare amarene.



CLOWN

Canzone disperata
di un buffone di corte
di un personaggio nè poeta
nè cantante nè chitarrista
solo buffone
con la vita
con la morte
con l'ingiustizia
con la giustizia
con gli altri
con se stesso
con la sua coscienza
con quella degli ipocriti
con il suo egoismo
con una speranza
una certezza una voglia
molti pensieri.

Canzone disperata
di un buffone di corte
il buffone
di corte
senza la corte
vuole la corte
se non la troverà si arrabbierà
e se ne andrà.

Ciao clown.



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