La poetessa Mattia Badalucco Cavasino vive a Trapani; è stata docente di filosofia e filologa, le sue poesie sono squisite e «rapiscono l'anima sognante del lettore e lo innalzano verso i cieli infiniti». (Angelo Manitta)
Recentemente pubblicato la silloge poetica Ansia d'infinito con la prefazione curata da Dino D'Erice che riportiamo di seguito.
Questa silloge ha ottenuto una menzione speciale al Premio Letterario Nazionale " Erice Anteka 2005 " per la sezione Poesia edita.

Ansia d’infinito - Silloge poetica di Mattia Badalucco Cavasino - Editore Thule di Palermo
Questo nuovo volume di poesie di Mattia Badalucco Cavasino continua un discorso poetico già avviato nei precedenti libri: Diario dell’anima (2000), Fermenti e fremiti (2001), Ai confini della realtà (2002) pubblicati da A.L.I. di Torino nella collana di poesie “Penna d’Autore”.
La nota dominante infatti è ancora l’amore, fattosi però più struggente, ampliato nelle sue dimensioni, caratterizzato da voli più alti e da cadute e ricadute più laceranti.
Le cadute e le ricadute sono in numero maggiore dei voli, ma non affievoliscono il sentimento, anzi lo rafforzano alla luce dei ricordi. Versi come l’approccio a Il tempo - mago o tiranno? - ne sono documentazione esemplare: “Il tempo - mago o tiranno? - che ci fa vivere / rubando i minuti all’eternità, / non ha cancellato l’incandescente ricordo / di quando a braccia aperte e ad occhi chiusi, io e te felici, / correvamo insieme / - granelli di un deserto di sabbia bruciata dal sole - incontro all’amore con la voglia di prendere - con la voglia di dare e di vivere / oltre la soglia del bene oltre la soglia del male...
Un’altra nota è la delusione che è possibile cogliere nella lirica Esigenza di dimenticare, ma che è rintracciabile anche in numerose altre poesie: ... Sono sola / nulla mi è rimasto/ ora che la vita/ saltandomi addosso/ mi ha ridotto a brandelli... e il verso “saltandomi addosso” acquista una valenza particolare, quasi di aggressione.
Pur con le tante delusioni l’autrice non getta la spugna, anzi, continua ad avvertire fin dentro le fibre dell’anima il sentimento dell’amore; e continua ad avvertirlo più vivo che mai, anche se esso a volte diventa sofferenza oltre ogni dire, sofferenza che lacera la carne e l’anima.
Si può benissimo dire che non solo è innamorata fino allo spasimo, ma è innamorata dell’amore. Tutte le liriche traboccano di tanto intenso sentimento. L’amore è tutto, e niente può esistere senza l’amore.
Nella poesia I diaframmi di vita si può leggere: “Camminare sui cocci/ di amori frantumati./ Sentire morsi d’angoscia/ che lacerano/ i vestiti dei sogni/ e attraversano/ come gelo di stelle cadenti/ la carne dell’anima/ scevra, ormai,/ di veste di illusioni./ Ma/ non c’è commiato/ né fine/ per l’amore./ Allora...” Si è fatto riferimento al sentimento dell’amore visto anche in dimensioni nuove.
E ci sono infatti liriche come ad esempio: Solo per te, fratello - Senza speranza che, pur affrontando altre problematiche, hanno come forza ispiratrice l’amore. Si tratta di problematiche sociali, morali, umane. Solo per te, fratello è dedicata addirittura all’Associazione AVULSS di Trapani ed è una poesia che punta sull’amore per accendere la speranza in coloro cui la vita ha posto sulle spalle la pesante bisaccia del dolore. Altre fanno riferimento ai detenuti che vivono in carcere.
In Morte del fratello Benito invece è una lirica fortemente scarna, ma in cui l’amore ha risvolti umani e si scioglie in figurazioni plastiche: Tu inerme/ un crocefisso tra le dita/ il caro volto cereo/ nell’immobilità della morte. Concludendo: una poesia traboccante di sentimento, una poesia sofferta, una poesia però che non manca di aprirsi al futuro: ...Mi stringerò addosso/ un vestito di acqua e di vento/ e superando i diaframmi della vita/ approderò/ in cerca di certezze/ in un alieno lido dove/ un tempo senza tempo/ fermerà/ l’orma del dolore/ nel lucore vibrante/ di una conchiglia di suoni (da Oltre i diaframmi della vita).
Certo l’intensità con cui vive il sentimento dell’amore porta la Badalucco ad un effluvio di versi e, quindi, a qualche momento poetico ripetitivo, ma al di là di tale dato affiorano in tutte le liriche versi di alta fattura e immagini di cristallina luce.



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